CIES lancia l'allarme: "La Champions è diventata troppo prevedibile: ora bisogna cambiare formato"

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CIES lancia l'allarme: La Champions è diventata troppo prevedibile: ora bisogna cambiare formato

Il 42esimo rapporto mensile dell'Osservatorio calcistico CIES ha analizzato l'evoluzione del bilancio competitivo nelle fasi a gironi della UEFA Champions League dall'introduzione dell'attuale formato nel 2003/04. Lo studio illustra una chiara tendenza verso meno equilibrio e più prevedibilità. Sono necessari cambiamenti nel formato della concorrenza e una ridistribuzione delle risorse per preservare un livello sufficiente di equilibrio sportivo ed economico.

L'analisi della distribuzione dei punti alla fine delle fasi a gironi mostra che le squadre in cima alla tabella hanno progressivamente ottenuto più punti e migliorato significativamente la loro differenza reti. La tendenza opposta è stata osservata per le squadre in fondo al gruppo. Anche la differenza media degli obiettivi nelle partite a gironi è aumentata. Questo è legato in particolare alla crescita di partite che si sono concluse con almeno tre goal di differenza: dal 16,9% delle prime quattro stagioni analizzate a un nuovo record del 22,9% tra il 2015 e il 2018.

Lo studio rivela anche la maggiore prevedibilità delle partite. La percentuale di partite in cui le squadre che sono chiari favoriti in base alle quote sul mercato delle scommesse continuano a vincere è salito chiaramente: 81,4% delle vittorie a casa tra il 2014 e il 2018 (+ 5,3% rispetto al 2004-2008) e il 74,6% di distanza (+ 12,1%).

Un buon compromesso per preservare l'interesse della Champions League a lungo termine consisterebbe nel ridurre il numero di partecipanti nella fase a gironi, mantenendo un sistema aperto di concorrenza e garantendo una percentuale maggiore di entrate a quelli esclusi. La solidarietà potrebbe operare attraverso una base meritocratica, tenendo da parte parte delle entrate per tutte le squadre che hanno partecipato alla formazione dei giocatori in campo. Un tale meccanismo redistributivo avrebbe il grande merito di riconoscere il ruolo fondamentale giocato da una moltitudine di club nello sviluppo dei giocatori che garantiscono lo spettacolo di alta qualità che le grandi squadre producono e da cui traggono beneficio.

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