02-05-2026
09:00
Calciomercato Napoli - Maximo Perrone è uno dei nomi che è stato accostato al Napoli da diversi mesi. Il centrocampista argentino potrebbe essere una pedina importante per gli azzurri sotto vari punti di vista. Perrone, nel biennio di Fabregas in Serie A, ha cambiato ruolo aumentando la qualità del suo gioco.
La scorsa stagione giocava da mezzala, correva molto, ma in termini di gioco non era un centrocampista da bonus per dirla in termini fantacalcistici. In questa stagione c’è stato un vero e proprio exploit con lo spostamento nei due mediani davanti alla difesa nel sistema 4-2-3-1 del Como.
Parliamo innanzitutto di due calciatori che interpretano il ruolo in maniera differente anche perché i loro rispettivi allenatori hanno una filosofia di gioco diversa. Fabregas chiede a Perrone di giocare sempre e comunque palla e di inserirsi in zona gol quando Nico Paz viene a stare più basso.
Conte, invece, chiede a Lobotka di essere meno play ma più un uomo in grado di chiamare la pressione alta dei centrocampisti. Non è un caso se Stanislav lo si vede andare sempre ad aggredire alto il play avversario in più circostanze. Fatta questa doverosa premessa, andiamo a confrontare i numeri in stagione dei due centrocampisti.
Perrone ha giocato 32 partite per un totale di 2.435 minuti. Al suo attivo ha 3 gol e 4 assist con un xG di 2.25. Sono stati invece 17 le sue conclusioni in porta in questa stagione. La precisione nei passaggi dell’argentino è stata finora del 91.2%. Dal punto di vista difensivo, Perrone ha vinto in media 1.7 contrasti a partita con 0.6 di palle intercettate. Sono, in media, 1.2 i falli commessi. Dal punto di vista offensivo, i passaggi chiave sono stati 0.9 mentre i falli subiti 0.7. In fase offensiva, ha effettuato in media 60.9 passaggi a partita, sono invece 1.9 i passaggi lunghi.
Lobotka ha giocato 28 partite in A per un totale di 2.144 minuti. All’attivo ha 1 gol ed 1 assist. Il suo xG è stato finora 0.51 (nettamente inferiore a quello di Perrone). I tiri dello slovacco in porta sono stati appena 8. Per quanto riguarda invece la precisione dei passaggi, Lobotka ha il 92.8% ma tocca meno palloni, rispetto a Perrone, 58.9. Sotto l’aspetto difensivo, il classe 1994 ha vinto lo 0.9 dei contratti con intercetti palla pari a 0.4. Per quanto riguarda la fase offensiva, i passaggi chiave sono stati 0.8 mentre i falli subiti 1.3. I passaggi lunghi, in media, sono stati 1.5.
Confrontando i due calciatori, in base ai dati stagionali in A, viene fuori che Persone rispetto a Lobotka risulta essere un calciatore di bosco e di riviera come si diceva qualche anno fa. L’argentino non è solo un classico mediano, ma ha anche la gamba per andarsi ad inserire e calciare verso la porta. Lobotka, invece, è meno presente in fase di proposta di gioco con Conte che gli ha cambiato ‘interpretazione’ del ruolo. Basta vedere il numero di palloni toccati in media da Lobotka quest’anno. Nella gestione Spalletti, Stani era invece il classico regista al centro di ogni manovra.
Lobotka ha un contratto in scadenza nel 2027, con opzione unilaterale in favore del Napoli fino al 2028, ed una clausola rescissoria solo per l’estero di 25 milioni. In questi giorni si è letto di una proposta di rinnovo del Napoli a Stanislav. C’è da capire se lo slovacco accetterà oppure deciderà di cambiare aria dopo tanti anni in maglia azzurra. Sicuramente Perrone, che è un classe 2003, ringiovanirebbe il centrocampo potendo anche ricoprire due ruoli rispetto a Lobotka che è un classico play.
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