Calzona: "Kvara fantastico da allenare e vivere, fuori dal comune! Non viene ricordato solo chi vince, come il Napoli di Sarri"

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Calzona: Kvara fantastico da allenare e vivere, fuori dal comune! Non viene ricordato solo chi vince, come il Napoli di Sarri

L'ex allenatore azzurro Ciccio Calzona ha parlato a Sky di Kvaratskhelia, del Napoli di Sarri e della Nazionale italiana

Ultime notizie SSC Napoli, Da Kvaratskhelia ai problemi della Nazionale italiana, Francesco Calzona è stato tra i protagonisti della tredicesima puntata di Sky Calcio Unplugged, il podcast con Gianluca di Marzio, Stefano Borghi e Lisa Offside.

Calzona su Kvara, il Napoli di Sarri e l'Italia

L'ex allenatore del NapoliCiccio Calzona, ha lasciato il ruolo di CT della Slovacchia lo scorso 21 aprile e nell'intervista ha parlato anche di ciò che si aspetta in futuro. Di seguito tutte le dichiarazioni:

SU KVARATSKHELIA - Calzona ha allenato il Napoli nella stagione 2023-2024 dove, per 4 mesi, ha allenato Khvicha Kvaratskhelia. Queste le sue parole sul giocatore georgiano:

"Penso che era nel suo dna arrivare dove è arrivato. È un giocatore fantastico con qualità non comuni. Purtroppo non siamo riusciti a trattenerlo in Italia ma bisogna dire che ha fatto uno step in avanti. Sta giocando la Champions da protagonista, si parla addirittura di Pallone d'oro. È un ragazzo fantastico da allenare e da vivere, quando lo alleni ti rendi conto delle qualità che ha".

Calzona su Kvaratskhelia

SULLE DIFFERENZE TRA GLI STILI DI GIOCO - Ha poi espresso il suo pensiero sulle differenze dei vari stili di gioco, sulle sue preferenze e su ciò che ha provato a realizzare con la Slovacchia:

"Io parto dal concetto che la fase difensiva è la prima cosa e va organizzata bene. Quella offensiva si può anche lasciare alla libertà e inventiva dei calciatori. Ci deve essere il giusto equilibrio, a me piace anche cercare di proporre un calcio che possa divertire. È vero che il risultato è fondamentale, ma ci si vuole anche divertire. Ora non viene ricordato solo chi vince, la gente si ricorda del Napoli di Sarri, dell'Olanda di Cruijff, del Milan di Sacchi, a parte quest'ultima le altre due hanno vinto poco ma vengono ricordate per ciò che hanno espresso. Speculare a me non piace, devo avere la sensazione che posso vincere contro chiunque. In un paese come la Slovacchia che proviene da un calcio speculativo io ho provato a imporre uno stile di gioco, in parte ci siamo riusciti. Se faccio un bilancio dei miei quasi 4 anni in Slovacchia sono molto soddisfatto di ciò che ho fatto".

SUL FUTURO - Calzona si è poi soffermato sul suo futuro e sul tipo di esperienza che gli piacerebbe intraprendere:

"La Nazionale ti da tanto ma ti leva tanto. Le partite sono ogni 3-4 mesi e ciò ti mette a dura prova. In poco tempo bisogna dare un'identità alla squadra. Noi avevamo 22 giocatori su 27 che giocano in tutta Europa, riunire questi giocatori con diverse visioni calcistiche in una visione unica è stata una prova veramente dura ma che mi ha dato soddisfazione. Il calcio di club è un'altra cosa, mi piacerebbe tornare in un club, l'Italia avrebbe la priorità ma non disdegno assolutamente l'estero".

SULLA NAZIONALE ITALIANA - Infine sulle mancanze della Nazionale italiana ha aggiunto:

"Io non sono d'accordo con il fatto che ci siano troppi stranieri e che non ci siano talenti. Dobbiamo avere più coraggio a far giocare i giovani, le nostre nazionali giovanili primeggiano. Bisogna avere più coraggio e pazienza e ripartire da questo. Anche i tifosi e gli addetti ai lavori devono avere pazienza e dare tempo ai ragazzi di sbagliare. Io ho portato all'Europeo un ragazzo del 2005 che giocava nella primavera del Feyenoord, aveva delle qualità e l'ho fatto esordire senza problemi. Non bisogna avere timore di dare spazio ai nostri ragazzi".

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