Un addio carico di bilanci e di qualche parola più sferzante del solito. Lino Mutti si congeda così da Palermo, alla vigilia dell’incontro con il Genoa, ultimo tappa di un campionato mesto, al di sotto delle aspettative e di totale transizione: è un’ultima gara senza obiettivi per i rosa, mentre i liguri. Amarena sulla torta, ai tanti acciaccati e infortunati (Miccoli, Ilicic, Della Rocca, Acquah, Tzoarvas), si sono aggiunti altri due forfait dell’ultima ora, quelli di Balzaretti (laringotracheite) e Donati (febbre).
DELUSIONI E FORFAIT - «Mi aspettavo qualcosa di più – ammette Mutti – da gente come Hernandez e Ilicic, dovevano farci fare il salto di qualità ma forse non hanno i requisiti a livello caratteriale. Giovani come Vazquez, Munoz e Labrin hanno dimostrato di essere all’altezza. Il mio bilancio personale? Sono comunque soddisfatto, non vendo fumo e non mi pubblicizzo, abbiamo ottenuto la salvezza, forse ci mancano quattro, cinque punti. I tanti infortuni? A partire da Siena sono stati una costante purtroppo, gli ultimi due forfait per certi versi sono paradossali, prendere l’influenza a maggio…».
«SILVESTRE INOPPORTUNO» - Il tecnico rosanero dice la sua anche sulle intempestive dichiarazioni di Matias Silvestre, il difensore centrale argentino che ha dichiarato ai quattro venti di voler lasciare il Palermo per una squadra più ambiziosa. «Sono state esternazioni inopportune – sottolinea – e gli ho parlato. Lui cerca una situazione migliore, ma per me il Palermo rappresenta già una grande società. Forse si è pure pentito, ma è chiaro che per i tifosi e la società non è stato bello ascoltare le sue parole»


