La coerenza lascia spazio alla commozione: Mazzarri prepara l'addio in grande stile
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La coerenza sopra ogni cosa. Poi spazio anche ad un evidente imbarazzo, sprazzi di commozione. E poi, contrariamente alle abitudini, fiumi di parole. La sintesi della conferenza stampa della vigilia di Roma-Napoli. L'ultima a Castel Volturno; la penultima in assoluto, probabilmente. Stasera le spiegazioni di una decisione che non ha comunicato, ma che ha fatto intendere. Che ha lasciato intravvedere nelle pieghe di discorsi sui progetti di un Napoli che, ha sottolineato ancora una volta, ha costruito e portato a livelli inimmaginabili quattro anni fa. La gara di stasera, per chi se fosse ricordato, è stato argomento quasi mai affrontato. Walter Mazzarri è stato incalzato sul suo futuro, sulle prossime destinazioni. Sul Napoli che verrà senza di lui. «Lo dissi quest'estate, lo ripeto oggi che avrei deciso a fine campionato e ve lo avrei comunicato. Manca una partita, che ci potrebbe far battere la media punti del Napoli di Maradona, e poi saprete. Dirò la mia e spiegherò tutto. Quando svelerò la mia decisione, capirete perchè era stato giusto fare così». Giusto andar via dopo aver costruito una squadra europea, averla forgiata a sua immagine e somiglianza dopo avergli dato un'organizzazione? Stasera sapremo.
Mazzarri parla tutto d'un fiato. A ricordargli qualcuno dei suoi risultati importanti, lascia trasparire commozione. Se va via ne è pienamente convinto. Ma emotivamente fa fatica a lasciare. Il tecnico più antipatico d'Italia, consapevole e forse anche compiaciuto di avere questo atteggiamento, non riesce a nascondere l'emozione. Lo sguardo, il movimento delle mani. E anche la risata un po' nervosa. Inter o Roma? La domanda è inevitabile e diretta. «Una settimana fa dicevate che avevo firmato con la Roma, oggi parlate di firma con l'Inter. Mi fate arrestare». Sorride per qualche secondo, poi guarda tutti dritti in faccia. «Tengo a chiarire una cosa per me importantissima. Si è detto e scritto che avrei incontrato in questi mesi o settimane altri club. Ebbene, non l'avrei mai fatto. Non sarebbe stato corretto nei confronti del Napoli al quale ho dato e continuo a dare l'anima. Posso camminare a testa alta». probabile che i contatti con altri club li abbia il suo rappresentante legale, Beppe Bozzo. Ma è normale per un allenatore che ha scelto di essere a scadenza, rinunciando l'anno scorso, ad un triennale ricco. «I soldi? Sappiate anche questo, nella mia decisione hanno avuto influenza zero. Meno che zero». Con de Laurentiis si incontrerà questo pomeriggio in hotel: l'addio sembra inevitabile. «Qui ci sono basi solide per continuare a crescere. A prescindere dalla guida tecnica, abbiamo già un anno di Champions alle spalle». Tempo anche di rimpianti? «Pochi, forse l'uscita con il Plzen, perchè siamo partiti dalla zona retrocessione ed arrivati sin qui. La nostra vittoria è quella di aver scritto la storia recente di questa società, perchè in base a determinati parametri in questi quattro anni si è fatto meglio di qualsiasi altra squadra italiana. La Juve ha strameritato lo scudetto, ma per come sono fatto, avrei voluto competere fino alla fine». L'addio sembra proprio scritto.

