Don Rafael, un "maniaco" vincente: odiato da Mou, vive il campo 24 ore al giorno
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L’ABITO non fa l’allenatore di successo. E Rafa Benitez lo è nonostante l’immagine poco “glamour”. Lo spagnolo è più sostanza che apparenza, proprio come il calcio che propone, solido e accorto. Il “primo non prenderle” è un concetto che lo avvicina molto, come mentalità, a quell’Italia che lo ha respinto al suo primo assalto. Sei mesi all’Inter del post Mourinho: un mondiale per club e tante critiche ad una società che l’ha scaricato senza alcun rimpianto. Ecco perché vuole riprovarci. Dopo il tentativo della Sampdoria andato a vuoto, il Napoli sarebbe la giusta destinazione per questo madrileno di 53 anni. La faccia simpatica probabilmente inganna. È serio e scrupoloso, un “maniaco” dei programmi di allenamento, gli stessi che fecero ribellare
i giocatori nerazzurri. Benitez è solito seguire ogni aspetto della vita della squadra, e in questo ricorda molto Mazzarri. La gestione dello spogliatoio forse è addirittura più rigida. Dal punto di vista tattico, il suo abito preferito è il 4-2-3-1, utilizzato pure al Chelsea. Due mediani, uno di qualità alla Lampard, l’altro di sostanza come Mikel o David Luiz adattato a centrocampo per i tanti infortuni, ed esterni d’attacco capaci di offendere ma anche di contenere in fase di non possesso. È un po’ il segreto della carriera di Rafa Benitez che può vantare, come direbbe il suo nemico Josè Mourinho, ben dieci “tituli” in carriera. Il palmares è di tutto rispetto. Dopo la trafila al Real Madrid, è diventato grande al Valencia conquistando due volte la Liga e una Coppa Uefa. Al Liverpool gli è mancata la Premier, un vero e proprio cruccio per i tifosi di Anfield Road, ma la partenza è stata con il botto. Il 4-3 al Milan nella finale di Champions League, la Supercoppa europea nel 2005/2006, una Community Shield e una Fa Cup hanno alimentato la sua fama. La Supercoppa italiana e il Mondiale per club sono gli unici ricordi positivi dell’Inter. Al Chelsea ha festeggiato l’Europa League e ha raggiunto la doppia cifra. Il suo pedigree è uno dei motivi che hanno indotto De Laurentiis a considerarlo il favorito numero uno per la panchina del Napoli. Mentalità per il definitivo salto di qualità, dunque, e – al contrario del suo predecessore – un’apertura convinta al web. Ha un sito internet personale (www.rafabenitez.com) e un profilo twitter. Non resta che sintonizzarsi - scrive Repubblica - e aspettare l’annuncio. Basteranno 140 caratteri.

