ESCLUSIVA - L'ex Napoli Cutolo: "Vivevo un sogno, ora sono senza squadra. Tanto marcio nel calcio dilettantistico, spero che i miei fratelli non lo conoscano"

Esclusive fonte : di Antonio Anacleria

Tantissima esperienza in Serie D ed Eccellenza, con il fiuto per il gol che non è mai mancato. Professionalità, disponibilità e sacrificio per la squadra: in Campania il nome di Giuseppe Cutolo è sinonimo di affidabilità. L'alto centravanti napoletano ha timbrato il cartellino ovunque, malgrado, spesso, le cose non siano andate come sperava. Tesserato dal Napoli, che era rimasto colpito dalla sua esplosività nell'area piccola, a soli 12 anni, tre stagioni dopo si aggiunge alla lunghissima lista di talenti campani scartati dagli azzurri. Era il 2011, e da quel momento inizia l'Odissea del centravanti classe 1997. Prima il Casalnuovo, poi vicinissimo alla Pro Patria, finisce alla Casertana. Quindi diversi anni al Casagiove ed una brevissima esperienza allo Stasia.

E pensare che tutto era partito così bene. Cosa ricordi dell'esperienza col Napoli? 
"Vestire  la maglia della squadra della propria città penso sia il sogno di qualsiasi bambino, da quando inizia a fare scuola calcio ed impara a muovere la palla. Ogni volta che mettevo piede in campo con quella maglia addosso... per me era un'emozione immensa. Dell'esperienza con il Napoli ricordo ogni singola partita, ogni singolo gol, ricordo tutto! Gli anni più belli della mia vita".

Momenti positivi e momenti negativi...
"Mi  ha colpito vedere la velocità con cui l'ambiente mi ha cambiato. Vestire quella pesante maglia ha arricchito il mio bagaglio calcistico e non, facendomi crescere rapidamente. In azzurro ho cominciato ad assumermi le mie prime responsabilità, ho iniziato a capire cos'era il calcio. Di negativo ricordo il mio primo infortunio, al polso. Mi operarono e restai fuori un mese. E, ovviamente, non dimenticherò mai il dolore per la fine di quell'avventura. Ma, nel complesso, è stata un'esperienza che farei altre 100 volte".

Cosa puoi dirci sul tuo futuro prossimo?
"Dico che posso dare ancora molto al calcio anche perché non mi reputo secondo a nessuno. Ho cominciato la stagione con il Sant'Anastasia ma per vari motivi non ho potuto continuare. Per ora sono rimasto senza squadra. Aspetto una chiamata a dicembre (quando si riapre il calciomercato dei dilettanti, ndr), magari da qualche squadra di categoria superiore, per dimostrare a tutti il mio valore".

Un talento napoletano scartato, come tanti. L'ultimo è stato Gennaro De Simone, che dopo 7 anni di Napoli è stato abbandonato ed ha firmato con la Turris. Gli azzurri non credono nel loro vivaio?
"È una bella domanda ma, purtroppo, non posso rispondere. Però mi piacerebbe sentire la risposta dei responsabili del settore a questa domanda. Anche perché la maggior parte dei giovani talenti calcistici nascono in Campania".

A gennaio il Napoli prenderà Inglese per sostituire Milik. Credi che gli  azzurri avrebbero dovuto puntare su qualcuno della Primavera, come Negro, per fare da tappabuchi? 
"Assolutamente. Per me avrebbero dovuto investire su qualche giovane della Primavera, facendolo crescere e formandolo per il futuro. Anche perché Inglese lo conosciamo tutti e non è un giovane talento che può esplodere qui".
 
 
Tu hai avuto un brutto infortunio alla caviglia col Casagiove. Come si sente un attaccante che non può aiutare la squadra a suon di gol?
"Stare lontano dal campo e sopratutto dalla porta, per mesi, è molto triste. Mi sentivo in una gabbia, senza via di fuga. Ma la squadra era più importante di me ed io seguivo e tifavo i miei compagni ovunque".
 
Ennesimo lungo stop per Milik. Credi che ritornerà ai livelli dell'Ajax?
"Milik non solo può tornare ai livelli dell'Ajax ma può andare anche oltre. Durante le prime partite col Napoli ha dimostrato di poter spargere il panico nelle difese avversarie. Lo reputo uno dei migliori centravanti in circolazione".

E' l'anno dello scudetto?
"Forse, ma non bisogna mettere gli uomini di Sarri sotto pressione. Il campionato è ancora lungo e la strada è tortuosa ma, con questo gioco, il Napoli può riportare il tricolore in Campania dopo 30 anni".
 
Pochi meglio di te possono spiegare cosa sia il calcio di provincia. Consigli alla Lega Nazionale Dilettanti per migliorare le cose? 
"Sono appassionato di calcio di provincia e dl calcio giovanile, infatti seguo ogni domenica i vari campionati dilettantistici. Purtroppo sono tempi duri: spesso gioca chi non dovrebbe e chi merita di svoltare non ha chances per farlo. Mi trovo in queste categorie da ormai 3 anni,  dopo un po' si è saturi e anche la passione, certe volte, vacilla. Però sono un grandissimo tifoso dei miei fratelli più piccoli che giocano nelle giovanili della Frattese. Gli auguro di non passare mai per queste categorie".

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