"Voglio imparare da De Laurentiis". Cosa ci disse Matt Rizzetta sul presidente del Napoli | VIDEO CN24

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Voglio imparare da De Laurentiis. Cosa ci disse Matt Rizzetta sul presidente del Napoli | VIDEO CN24

Ultime notizie SSC Napoli - Presidente del Napoli Basket in Serie A, presidente del Campobasso in Serie C, a capo della Underdog Global Partners, azienda specializzata nella gestione e della consulenza di squadre sportive. Matt Rizzetta ha una visione a medio-lungo termine, conosce le potenzialità di una città come Napoli e sa bene come il tessuto cittadino non possa non passare dallo sport principe, il calcio.

di Claudio Russo (@claudioruss)

È stato più volte allo stadio, sia la scorsa stagione che quest’anno, ed ha conosciuto la famiglia De Laurentiis come raccontato a CalcioNapoli24 un paio di settimane fa alla Alcott Arena.

“Guarda, io essendo una figura abbastanza nuova qui a Napoli, volevo venire con massima umiltà e consapevolezza che io qui non ho fatto nulla. Quindi dalla famiglia De Laurentiis voglio continuare a imparare e capire come loro hanno trovato una piazza dopo un fallimento, se non erro, e all’inizio non è stato così facile, ripartendo dalla Serie C. Non credo che abbiano vinto la Serie C dal primo anno, ma poi nel giro di 20 anni hanno portato Napoli fino al tetto non soltanto d’Europa ma del mondo, diventando una delle società calcistiche più rispettate al mondo. Quindi io sto cercando di portare avanti più o meno lo stesso tipo di progetto, anche se noi avremo uno stile forse un po’ diverso. Comunque più o meno le ambizioni, in un altro sport, sono sempre le stesse. Io voglio cercare di imparare da lui e dalla sua famiglia il più possibile”

Si è parlato in queste ultime ore di un accostamento di Rizzetta, fulcro della Underdog Global Partners, quale punto di riferimento per altri investitori interessati alla SSC Napoli con tanto di garbato ‘no, grazie’ da parte del presidente Aurelio De Laurentiis. Fonti vicine al Napoli Basket gettano acqua sul fuoco sulla vicenda, ma è bene inquadrare la situazione su quadri più ampi. Ad esempio le strutture, perchè uno degli obiettivi della società di basket è quella di costruire un palazzetto, e non solo, nella zona di Fuorigrotta. C’è il rudere del Mario Argento in piedi da trent’anni, e anche la zona del PalaPartenope da coinvolgere in una più ampia situazione. D’altronde la UGP ha tra gli obiettivi quello di realizzare progetti e transazioni immobiliari che generano ricavi e accrescono il valore aziendale delle franchigie sportive.

Matt Rizzetta è stato fondatore e CEO di North 6th Agency dal 2010 al 2020, che sotto la sua guida è cresciuta fino a diventare una delle 50 aziende più potenti degli Stati Uniti secondo l'Observer, prima di fondersi con KRMA. A partire dal 2020, ha iniziato ad acquisire asset e a costruire un portafoglio diversificato di partecipazioni, che comprende varie proprietà nel settore sportivo, dell'intrattenimento e dei media.

Non possiamo sapere se Napoli sarà la prossima potenza mondiale del basket, ma in un podcast qualche tempo fa Rizzetta fece trasparire l’idea di voler puntare tutto sulla trasformazione del club in una contendente per l'Eurolega, o addirittura in una franchigia NBA Europe.

Napoli era la migliore città di tutta Italia in cui investire per il nostro progetto di basket. Siamo in trattative attive sia con la NBA che con l'Eurolega per fare il passo successivo”

Un coach di comprovata esperienza come Jasmin Repesa per rilanciare le ambizioni dopo il campionato terminato fuori dalla zona playoff, la richiesta di wild-card per partecipare alla seconda competizione cestistica europa (l’EuroCup), la decisione di affidarsi nel ruolo di General manager a James Laughlin, ex Golden State Warriors e New Orleans Pelicans. Ma più in generale una visione ad ampio raggio.

“Napoli è davvero una delle città più uniche, se non la più unica, d'Europa in questo momento, è la città più giovane d'Italia. Ci sono Amazon e Apple, è la destinazione turistica in più rapida crescita in tutta Italia. Non è la Napoli di 20 o 30 anni fa. Quando Maradona era qui, la gente diceva che era pazzo ad andare a Napoli, che era una città pericolosa e piena di criminalità. C’è la Costiera Amalfitana a due passi da casa e ci sentiamo fiduciosi di poterci sedere di fronte a chiunque, NBA o Eurolega, e dire: "Guardate, se non Napoli, chi scegliereste?"

Dicevamo del calcio, di Aurelio De Laurentiis. Rizzetta è stato èiù volte ospite in tribuna d’onore allo stadio Maradona, nel parterre della Alcott Arena tante volte si sono alternati i calciatori del Napoli ed anche il direttore generale Tommaso Bianchini, al fianco del papà Valerio, una leggenda della pallacanestro italiana.

Proprio la storia del Napoli di De Laurentiis rappresenta un modello per Rizzetta:

“Ha fatto un lavoro fenomenale nel portare questo club, che era una squadra di serie B, in una delle potenze dominanti di tutto il calcio europeo. Hanno vinto due dei tre campionati italiani negli ultimi tre anni. E l'anno scorso, quando il Napoli ha vinto lo Scudetto, che è come il trofeo NBA, cioè il trofeo del campionato di calcio italiano, un record di 70 milioni di persone hanno guardato la celebrazione in TV. Ha stabilito dei record. Più persone hanno guardato quell'evento dal vivo di qualsiasi altro evento sportivo in tutta la storia dello sport italiano, a parte i Mondiali. Quindi questo la dice lunga, credo, sulla potenza e sul potenziale di Napoli”

Insomma, Rizzetta a Napoli ha molti interessi ed è una persona appassionata, è stato anche a bordocampo nel prepartita di Napoli-Bologna, negli spogliatoi con Jason Wright e Rebecca Elkins di Ariel Investments, altra azienda innovatrice nel settore degli investimenti sportivi a livello globale, a cui sono stati presentati i progetti in via di realizzazione sul territorio.

Ad esempio l’idea di un nuovo palazzetto dello sport, pubblicato a metà aprile sui social della Underdog Global Partners e in attesa di conferenza stampa a Napoli dopo l’estate, con un dialogo costante con il sindaco Gaetano Manfredi (la cui moglie è appassionatissima di basket). Lo stesso Rizzetta, sempre a CalcioNapoli24, rispose così:

“Ci sarà altra occasione per parlare del nuovo palazzetto. Io posso dire questo: stiamo lavorando sodo. Il nuovo palazzetto è una priorità assoluta. Abbiamo ricevuto un’accoglienza dal Comune in pienissimo allineamento con la nostra visione e comunque nel futuro credo che avremo un’altra conferenza per presentarvi un progetto ben più preciso”

"A Napoli ci sono luoghi che non possono essere semplicemente trasformati… devono essere reinterpretati". È da questa visione che è nato il progetto: la realizzazione di una nuova casa per Napoli Basket, pensata come uno spazio moderno, dinamico e profondamente connesso all’identità della città. L’iniziativa non si limita alla costruzione di un’arena sportiva, ma punta a creare un complesso attivo tutto l’anno, capace di ospitare eventi sportivi di livello internazionale secondo gli standard FIBA, oltre a concerti, spettacoli e manifestazioni culturali. L’obiettivo è quello di trasformare questo luogo in un vero e proprio punto di riferimento per cittadini e visitatori, un hub multifunzionale dove sport, intrattenimento e socialità convivono.

Il progetto prevede inoltre una serie di servizi di alto livello: aree commerciali, strutture ricettive e spazi per uffici, contribuendo così non solo alla vita culturale ma anche allo sviluppo economico del territorio. Un ecosistema urbano integrato, capace di attrarre investimenti e generare nuove opportunità.

Elemento distintivo sarà il design, ispirato al maestoso Monte Vesuvio, simbolo indiscusso di Napoli. L’architettura si propone quindi di dialogare con il paesaggio e la storia, reinterpretando uno dei tratti più iconici del territorio in chiave contemporanea.

Questo progetto rappresenta una visione ambiziosa per il futuro di Napoli: non una semplice trasformazione urbana, ma una reinterpretazione autentica che valorizza l’identità locale proiettandola su una scena internazionale.

La struttura si comporrebbe di un’arena da 15mila posti, con parcheggio apposito, e una serie di cinque palazzine ulteriori: un hotel, una struttura dedicata agli uffici societari e a un museo, e altre tre destinate a uffici e zone commerciali.

All’interno della struttura principale vi sarebbero tre anelli:

  • In quello inferiore lobby principale e biglietteria, con area stampa e zona conferenze, oltre a camerini per eventi e spogliatoi per gli atleti
  • In quello mediano posti a sedere su due livelli, con ristorante, bar e sky box privati su quello superiore, ed una galleria d’onore per gli atleti storici del Napoli Basket
  • In quello superiore un’altra zona per posti a sedere, più le postazioni stampa e TV, nonché un ristorante panoramico vista campo ed un club VIP e lounge

Il progetto si inserisce nell’idea del presidente Matt Rizzetta di sbarcare a livello europeo, con passi formali già avviati con l’EuroLeague, la massima competizione europea di pallacanestro, che si sta avvicinando a un importante cambiamento strutturale grazie al sistema di franchigie.

Secondo fonti di BasketNews, oltre al Napoli Basket almeno 13 squadre hanno già compiuto passi formali.

Lista delle squadre interessate:

  • PAOK
  • Crvena Zvezda Belgrado
  • Partizan Belgrado
  • Besiktas Istanbul
  • Hapoel Jerusalem
  • Hapoel Tel Aviv
  • Paris Basketball
  • Valencia Basket
  • Virtus Bologna
  • Bahçessehir Koleji
  • Dubai Basketball
  • Zenit Saint Petersburg
  • Napoli Basket
  • AS Monaco Basket

Le candidature arrivano mentre l’EuroLeague continua a discutere il passaggio dall’attuale sistema di licenze decennali a una struttura basata su franchigie permanenti.

L’idea è quella di creare un modello competitivo più stabile nel lungo periodo, con una maggiore integrazione tra aspetti finanziari e sportivi.

La proposta è ancora in fase di valutazione, ma rappresenta uno dei potenziali cambiamenti più significativi nel basket europeo moderno, destinato a ridefinire le modalità con cui i club accedono e rimangono nella competizione.

Oltre ai club già menzionati, anche gruppi di investimento provenienti da Roma e Londra hanno mostrato interesse per il progetto, pur non essendo collegati all’organizzazione dei London Lions, squadra già esistente.

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