SSC Napoli diffidata: "Violata la legge per l'accesso gratuito degli under 14 al San Paolo!"

Zoom fonte : Leonardo Vivard
SSC Napoli diffidata: Violata la legge per l'accesso gratuito degli under 14 al San Paolo!

L'avvocato Erich Grimaldi ha diffidato la SSC Napoli in merito alla questione degli ingressi allo stadio dei giovani Under 14 per le partite della squadra azzurra al San Paolo. Ecco la lettera inviata alla nostra redazione: 

Lo scrivente Avv. Erich Grimaldi, con la presente, comunica di aver inviato una diffida alla SSC Napoli, cui ne seguiranno ulteriori nei prossimi giorni, per chiedere, in nome e per conto di alcuni tifosi, di:

-        rimborsare il biglietto acquistato per il minore di anni 14 (che deve accedere gratis allo stadio) per la partita Napoli-Sassuolo;

-     rimborsare a tutti i minori di anni 14, indicati nei database della SSC Napoli, gli importi dei biglietti, illegittimamente venduti dal 4 aprile 2007 ad oggi, pubblicizzando la circostanza attraverso primari mezzi d’informazione  (relativamente al 50% delle partite, in cui detti minori acquistavano i ticket, pur potendo usufruire dell’accesso gratuito, per ogni singola stagione);

-        indicare, attraverso primari mezzi d’informazione, il 50% delle partite di campionato e coppe, anche europee, in cui tutti i minori di anni 14, senza alcuna limitazione, potranno accedere, gratuitamente, a tutti i settori dello stadio, per la stagione 2017/2018 (considerando anche gli eventi già trascorsi), previo rilascio di un tagliando gratuito su richiesta, dovendo diversamente ritenere che i predetti saranno liberi di scegliere gli eventi a loro insindacabile scelta;

-     introdurre, ad horas, il prezzo ridotto, per i minori fino a 14 anni, in tutti i settori dello stadio, nessuno escluso, per coloro che avranno già assistito al 50% degli eventi gratuitamente;

-    modificare, ad horas, in ogni caso, con l’intervento del GOS, il regolamento d’uso del San Paolo, all’art. 18, in conformità a quanto disposto dalla legge n. 41/2007, art. 11ter, per l’ingresso gratuito dei minori fino ad anni 14;

-     controllare, al momento dell’accesso allo stadio, che il minore sia accompagnato da un adulto che ne assicuri la sorveglianza durante la manifestazione sportiva.

I tifosi in questione, infatti, acquistavano il biglietto intero per la Tribuna Posillipo (che usualmente viene venduto da 60 a 90 euro), corrispondendo l’importo di €. 35,00, affinché il “piccolo Francesco” potesse assistere, in uno al padre, all’incontro casalingo Napoli/Sassuolo, in programma domenica 29 ottobre p.v. presso lo stadio San Paolo.

I genitori, infatti, dovevano attendere, per la stagione in corso, il prezzo popolare per la Tribuna Posillipo, onde poter accontentare il piccolo tifoso e garantirgli una buona visione della partita, non avendo le possibilità di poter acquistare due biglietti interi, ai prezzi standard del settore con la garanzia del posto a sedere.

La SSC Napoli, infatti, dal 2013, in perfetta malafede ed in modo arbitrario, imponeva il prezzo intero per i minori, addirittura dall’età di 5 anni, in palese violazione dell’art. 11ter ex lege 41/2007.

Il citato articolo, in particolare, disponeva che: “1. Le società organizzatrici delle manifestazioni sportive sono tenute a rilasciare, anche in deroga al limite numerico di cui all'articolo 1-quater, comma 7-bis, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, introdotto dall'articolo 1, comma 2, del presente decreto, biglietti gratuiti nominativi per minori di anni quattordici accompagnati da un genitore o da un parente fino al quarto grado, nella misura massima di un minore per ciascuno adulto, per un numero di manifestazioni sportive non inferiore al 50 per cento di quelle organizzate nell'anno. L'adulto assicura la sorveglianza sul minore per tutta la durata della manifestazione sportiva”.

La SSC Napoli, invece, non indicava il 50% delle partite di campionato e coppe nazionali ed europee, organizzate nel corso degli ultimi dieci anni, in cui i minori di anni 14 avrebbero dovuto accedere, gratuitamente, allo stadio San Paolo, accompagnati da un adulto pagante.

Ma vi è di più!!!

La SSC Napoli, addirittura, traendone un ingiusto profitto, in danno della collettività e dei tifosi/consumatori, a decorrere dalla stagione 2013/2014, sopprimeva i tagliandi ridotti, in modo illecito, disponendo la vendita dei biglietti interi, anche per i minori, a decorrere dal quinto anno di età!!

La circostanza è di notevole gravità considerando che, con il predetto illegittimo comportamento, la SSC Napoli, violando il principio della legge n. 41/2007, impediva alle nuove generazioni di potersi avvicinare, liberamente, allo stadio, onde sostenere la propria squadra del cuore e costringendo molti genitori, soprattutto quelli disagiati, a non poter accompagnare i figli allo stadio in un settore diverso dalla Tribuna Family.

La Tribuna Family, in sostanza, non poteva essere utilizzata dalla SSC Napoli come strumento per raggirare la legge e sopprimere, senza motivazione, gli ingressi gratuiti ed i ridotti per gli under 14!!!

Gli abbonati di tutti i settori, altresì, venivano ulteriormente penalizzati, in quanto dovevano acquistare biglietti interi per i propri figli e/o rinunciare all’abbonamento, acquistando un nuovo titolo, per accedere con i predetti in Tribuna Family.

La SSC Napoli, altresì, in perfetta malafede, pur richiamando, nel corpo del Regolamento d’uso del San Paolo, “le sanzioni penali previste dal D.L. 08/02/07 convertito in L. 04/04/07”, non apportava le opportune e dovute modifiche all’art. 18 del regolamento d’uso dello stadio San Paolo in cui (ex art. 1 septies D.L. 24/02/2003, convertito in L.24/04/2003 e successive modificazioni ed ex art. 4, co. 2 del D.M. 06 Giugno 2005), si stabiliva quanto segue: “E’ consentito l’ingresso gratuito esclusivamente ai minori di anni 4 (comunque al di sotto di mt.1 di altezza) purché accompagnato da un genitore o da chi ne fa le veci munito di regolare titolo”.

La SSC Napoli, altresì, in data 7 aprile 2014, pur partecipando con dei propri rappresentanti, alla task force del Ministero dell’interno, in tema di “nuove misure per la sicurezza e la partecipazione alle manifestazioni sportive”, non percepiva integralmente le linee guida, revisionando solo parzialmente i percorsi di fidelizzazione indicati, laddove si disponeva che:

“…La Ticketing Policy di ogni società, di cui al paragrafo T.1.3 che precede, deve includere, come standard minimo, le seguenti iniziative di fidelizzazione o programmi equivalenti:

· prelazione di acquisto riservata ai tifosi fidelizzati;

· “invita due amici allo stadio”: possibilità per i tifosi fidelizzati di acquistare fino a un massimo di due tagliandi per tifosi non fidelizzati o abbonati;

· “family pass”: possibilità di acquisto a prezzo ridotto di tagliandi per un nucleo familiare;

· under 14 accompagnati da un adulto con prezzo ridotto;

· over 60 con prezzo ridotto.”

Lo scrivente, pertanto, costituiva in mora la SSC Napoli, diffidandola a dare esecuzione a quanto richiesto, nel termine di giorni tre, decorso il quale adirà la competente Autorità Giudiziaria e comunicherà la spiacevole vicenda all’Antitrust (AGCM), alla FIGC, al Ministero dell’Interno, nonché alla Procura della Repubblica, competente per territorio, onde accertare eventuali illeciti e, chiedendo, altresì, l’intervento di un’associazione dei consumatori iscritta al MISE, per intraprendere le ulteriori iniziative a tutela della collettività.

Giova rilevare, al riguardo, che l’unica società di serie A ad applicare la legge, ma solo dal 2013, è stata il Genoa, che comunicava il 50% degli incontri destinati all’ingresso gratuito (seppur indicando, in modo non conforme al testo della legge, solo alcuni settori dello stadio ed un numero limitato di posti).).

Altre società, tra cui venivano individuate, da una prima verifica, Juventus, Sampdoria, Atalanta e Bologna, indicavano, solo negli ultimi anni, il 50% degli incontri destinati all’ingresso gratuito (seppur indicando, in modo non conforme al testo della legge, solo alcuni settori dello stadio ed un numero limitato di posti).

Lo scrivente, in ogni caso, in virtù di quanto esposto, invita tutti i tifosi, di qualsiasi squadra, che hanno conservato i biglietti, acquistati negli ultimi dieci anni, per i propri figli fino a 14 anni d’età, a rivolgersi al Giudice di Pace, competente per territorio (luogo di residenza del tifoso), onde richiedere la restituzione delle somme illegittimamente corrisposte alle società.

Seguiranno aggiornamenti sulla vicenda. 

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