De Laurentiis sul passato: "Quando presi il Napoli mia moglie mi diede del 'pazzo'. Ai miei figli dissi di non rompermi le scatole"

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Ecco uno stralcio dell'intervista ad Aurelio De Laurentiis pubblicata sul sito ufficiale del Napoli:

"Ho preso il Napoli in un tribunale, io che non sapevo nulla mi chiedevo dove fossero giocatori ed uffici: il giudice mi guardava un po' stralunato. Io volevo andare via, dissi 'ma lei fa il giudice o il passacarte?'. Successe quasi un parapiglia, poi la Federcalcio avrebbe stabilito dove avrei dovuto giocare: nel frattempo avevo in lavorazione due film a Gstaad e Los Angeles. Abbandonai tutti, mia moglie era fuori dalla grazia di Dio e mi diede del pazzo. I miei stessi figli mi chiedevano cosa avessi fatto, dissi 'non rompetemi le scatole'. Nel 1999 già volevo il Napoli, devo ringraziare te (Veltroni, ndr) per la chance non raccolta dai presidenti: con un decreto legge stabilisti che i club erano società di lucro, concetto ribadito anche da Platini col fair play finanziario. In molti club importanti che hanno budget cinque volte superiore, vengono accumulati debiti ripianati dalla città o dal governo: roba che in Italia non si può fare. Avevamo cercato una legge sugli impianti sportivi, improvvisamente ce l'hanno stravolta perchè pensavano che Sensi e Lotito avrebbero dovuto creare milioni di metri quadrati a scapito chissà di chi. Tutto fu stravolto, oggi ci hanno fottuto sulla legge per gli stadi e più andiamo avanti più lo stadio si virtualizza tra cellulari e iPad".

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