Signorini su Maradona: "Che bugia dire che Diego non si allenava, lo faceva anche di notte. A Fuorigrotta c'era una vecchietta...ha rischiato un infarto al suo abbraccio"

Rassegna Stampa  
Signorini su Maradona: Che bugia dire che Diego non si allenava, lo faceva anche di notte. A Fuorigrotta c'era una vecchietta...ha rischiato un infarto al suo abbraccio

Signorini su Maradona

Ultime calcio Napoli - Il giorno del destino, 28 giugno ’83. Un ragazzo di 33 anni, biondo, alto, occhi azzurri, appoggiato a una colonna del Camp Nou, che a Barcellona chiamavano ancora l’Estadi. «Arriva una macchina, un Golf rosso, rombando, quasi saltando, che si ferma bruscamente davanti al cancello chiuso. Gli faccio: “Hai visto Diego…? Non è vero che il mattino ha l’oro in bocca”». «E così tu sei il professore, l’amico del Flaco Menotti». Fernando Signorini ne parla a La Repubblica:

Signorini

«Quando Maradona, poco tempo dopo, mi propose di fargli da preparatore personale, gli chiesi due o tre giorni per pensarci. Penseranno che è un’altra delle tue stravaganze, gli dissi. Ma poi, uscito da casa sua, mi volevo… suicidare. Niente contratto, dissi a Diego. Va bene una stretta di mano, così quando non sarai più contento ci lasceremo come due amici». Finì con Signorini al suo fianco, dall’intervento del killer basco Goikoetxea che gli spezzò la caviglia in tre punti, ai Mondiali del Sudafrica: «Una delle più grandi bugie che hanno detto su Diego è che non si allenava. Ma che sciocchezza. Secondo lei, uno così poteva permettersi il lusso di non allenarsi? Maradona era un animale, aveva un fisico eccezionale: si allenava quando gli altri finivano e perfino di notte, nel garage di casa a Posillipo. Tutti sapevano a Napoli della droga: presidente, allenatore. Nessuno ha fatto niente, contava solo che andasse in campo. E in campo Maradona era un uomo felice. Le racconto un episodio: a Fuorigrotta, una vecchietta lo salutava sempre da un balconcino malandato. Diego un giorno si fermò per abbracciarla, a quella povera donna stava per venire un infarto. Da allora, ogni volta che passavamo di là per andare a Soccavo, ci fermavamo sotto quel balconcino, lui lasciava una maglietta, o un po’ di soldi».

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