Il Roma: "Lo strano caso di Grassi: rispedito al mittente senza nemmeno aver giocato un minuto"
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Rispedito al mittente, senza mai avere la reale possibilità di mettersi in mostra, di provare il suo valore. Alberto Grassi torna all’Atalanta, nella squadra che l’ha formato e lanciato nel calcio che conta. Un altro prodotto importante, dunque, del vivaio bergamasco, che Edy Reja ha saputo valorizzare nella prima parte della scorsa stagione. Quanto è bastato, per farsi notare ed rientrare nelle mire di Cristiano Giuntoli, che lo aveva selezionato come rinforzo per la sessione invernale di calciomercato. L’arrivo a Napoli è stato dei più sfortunati. Dopo esser stato al San Paolo, a guardare i suoi nuovi compagni dalla tribuna, al primo allenamento Grassi ha riportato un infortunio al ginocchio, che lo ha costretto a subire un intervento chirurgico e un percorso di riabilitazione. Diverse settimane a riposo, per poi tornare a disposizione di Maurizio Sarri. Complesso, però, il suo rapporto con il tecnico del Napoli, che non gli ha lasciato nemmeno qualche scampolo di partita per regalargli la gioia dell’esordio in azzurro. Mai, nemmeno un minuto in campo. Fino a diventare un esubero nel corso di questa estate, con gli arrivi di Zielinski, Rog, Diawara e volendo anche Giaccherini che può essere schierato nei tre davanti alla difesa. Non era, di certo, l’innesto che desiderava l’allenatore nel gennaio scorso. Tanti nomi si susseguirono per il centrocampo, tutti affermati e di un certo spessore: Kramer, Herrera, Xhaka, Klaassen. Profili di respiro internazionale, impegnati nei club di vertice dei rispettivi campionati. Poi, si è giunti a Grassi, una giovane promessa, nel giro della Nazionale Under-21. Un investimento importante, che doveva essere legittimato dall’allenatore. Sarri però ha preferito azzerare ogni margine di rischio derivante da qualche possibile cambio negli undici titolari e nelle rotazioni del tecnico, Grassi non ha trovato nemmeno uno spiraglio. Nelle scorse settimane, diverse squadre l’hanno chiesto al Napoli, che aveva reso noto di non aver intenzione di privarsene a titolo definitivo, ma soltanto in prestito. Fiorentina, Pescara, Chievo e Sampdoria, oltre all’Atalanta, avevano sondato la situazione, ricevendo informazioni in tal senso dalla dirigenza azzurra. Alla fine, la scelta unanime delle parti è ricaduta sul ritorno a Bergamo, ritenuta la scelta migliore per la crescita del giocatore e che probabilmente serve a ricucire per bene i rapporti tra le due società, tra opzioni da esercitare e scambi di favori in ambito di mercato.
