Caso FIGC, resa dei conti Malagò-ministro Abodi: ecco cosa può succedere da qui a due settimane

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Ultime notizie Serie A - Se non siamo alla resa dei conti, poco ci manca. Lo scontro tra il presidente della Figc Giovanni Malagò e il ministro per lo Sport Andrea Abodi è esploso ieri mattina al Laghetto dell’Eur, nel corso del panel “Una generazione senza mondiale”, all’interno di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale. Ne parla la Gazzetta dello Sport.

Che la giornata avrebbe riservato scintille s’era capito dalle parole che Malagò, prima di salire sul palco, aveva riservato al n.1 del Coni, Luciano Buonfiglio.

«Pentito del mio sostegno per la sua presidenza Coni del 2025? Bella domanda. È stupefacente, tutto e tutti credo siano a dir poco sorpresi e stupiti da certi comportamenti. Purtroppo nella vita non si finisce mai di imparare. Qual è il problema? Lo capiscono tutti cosa sta succedendo, la questione è esclusivamente di carattere personale e politica».

Malagò nomina il presidente del consiglio dei Ministri.

«Ho sempre rispettato Giorgia Meloni e l’ho sempre apprezzata anche quando non aveva questo consenso. Lei ripeteva “lasciate decidere quello che vuole la gente”. E allora dico: è giusto che una persona eletta con il 70% abbia questo tipo di problemi?».

Abodi ha replicato:

«Capisco anche il ragionamento del presidente Malagò, sono convinto che non abbia responsabilità. Ma le regole che valgono per tutti e senza eccezioni le ha fatte proprio il Coni. E questo Malagò lo sa, se ci fossero state eccezioni sarebbero state inserite nei principi informatori del Coni. Mi auguro di non dover intervenire perché per ora è una questione interna e non voglio che si politicizzi. È opportuno che la decisione venga presa all’interno del sistema sportivo, spero che il percorso si svolga con serenità. Non inquiniamolo».

Come scrive il quotidiano, questa è una presa di posizione "che consegna un macigno nelle mani del Coni e della sua Giunta, con Buonfiglio che probabilmente per salvare la poltrona dovrà sperare che la stessa Giunta voti sì al commissariamento della Figc che dovrà poi essere ratificato dagli 84 membri del Consiglio Nazionale. Se non dovesse accadere, Abodi infatti potrebbe commissariare proprio il Coni".

Cosa succederebbe se la Giunta votasse per il commissariamento (decisione insindacabile) con ratifica del Consiglio Nazionale? "Decadrebbero gli organi direttivi della Figc, non solo il presidente, anche il Consiglio federale, che in questa situazione c’entra zero. Non è escluso che qualcuno possa proporre di far rimanere gli organi non coinvolti, a partire dal Consiglio federale, limitandosi a scegliere un commissario ad acta che porti a nuove elezioni in tempi brevi".

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