Il Mattino - Benitez rispolvera il 'leone svizzero'. Prima partita speciale dell'anno per Inler. Chiamati in causa i leader azzurri

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A caccia della «decima». Come riporta l'edizione odierna de Il Mattino, per Rafa nulla è mai normale, figurarsi se lo può essere una finale. Alla larga dai paragoni, dalle rievocazioni, dalle nostalgie. Questa è tutta un'altra storia. E non solo perché la Supercoppa italiana non potrà mai essere simile a una Champions neppure se il mondo andasse alla rovescia. La verità è che la sfida del Napoli e di Benitez alla Juventus è qualcosa di speciale, di particolare. «Non ho bisogno di fare discorsi profondi alla mia squadra, quando c'è una partita di questi livelli tutti sanno bene cosa fare. Trovano dentro di sè gli stimoli giusti per farlo». D'altronde,è quasi una fortuna che l'avversario siano i campioni d'Italia e non i campioni locali dell'Al Sadd. Magari, li avrebbero presi sotto gamba questi qatariani. Invece... «Non è male essere considerato un uomo che vince solo le finali, non la considero una offesa: ma questa è una partita importantissima per tutti, mica soltanto per me». Sarebbe la decima coppa che porta a casa, la seconda Supercoppa italiana perché la prima l'ha già vinta con l'Inter del 2010. È la quindicesima finale che disputa Rafone,un record che lo rende ammirato e invidiato da tutti. Anche da Allegri. «Un dramma se non vinco? Non mi pongo neanche il pensiero, perché tutti abbiamola testa alla vittoria, a voler portare a casa questo trofeo». Molto diverso da Pechino. Non c'è Conte, non c'è Mazzarri. Le altre differenze che balzano all'occhio sono le gerarchie di una classifica di serie A che sembra dire che la Juve è favorita dai dodici punti in più in classifica. Rafa non ci fa quasi caso. Sa che gare così, «secche», hanno una vita a se stante, una sola anima. E sa bene come si vincono. «La formazione? Higuain si è allenato bene, ma tutti stanno in buona condizione. Vorrebbero giocarla tutti, una partita così. E tutti meriterebbero di poterla giocare. Quindi non so ancora chi scenderà in campo oggi, anche perché non ho deciso ancora». L'unico vero dilemma sembra attanagliarlo a centrocampo: chi tra Jorginho e Inler? Lo svizzero dà maggiori garanzie di esperienza,ma da agosto in poi è stato escluso da ogni partita dal valore speciale. Oggi potrebbe essere la sua occasione. Con un rimpianto:«Dispiace che non ci siano i tifosi azzurri sugli spalti, in fondo noi giochiamo per loro. Vuol dire che per questo sacrificio, gli regaleremo la Supercoppa». In prima fila, mischiato ai giornalisti, c'è Aurelio De Laurentiis ad ascoltarlo. Benitez insiste su un concetto: non ha senso proiettare questa finale sul futuro. Vale solo il presente: «In novanta minuti la mia squadra ha dimostrato di non essere inferiore a nessuno. Noi sappiamo come si fa a vincere partite di questa importanza: quello che conta è la determinazione. Non bisogna fare discorsi particolari ai ragazzi prima del match. Al campionato penseremo al ritorno in Italia». Già, difficile che ad Albiol o Higuain possano tremare le gambe per l'emozione per l'intreccio tra la vincitrice della Coppa Italia e quella del campionato. Benitez vuole due risposte: sulla tenuta difensiva che non è il massimo della vita e la conferma della propria rinnovata (o presunta) forza. «Nella testa abbiamo solo questa partita, non pensiamo ad altro: non pensiamo al campionato ma a vincere questo trofeo. Ci teniamo a farlo, ci teniamo a conquistarlo: siamo carichi al cento per cento. Sono soddisfatto del modo con cui arriviamo a questa partita. Doha ha un fascino particolare,ci sono già stato due  anni fa con il Chelsea, in futuro non escludo di poterci ritornare nel periodo natalizio». A Doha va in scena, dunque, un derby dell'orgoglio che vale come una palla di cristallo per intuire qualcosa del 2015 in arrivo. Sollevando questa coppa, il Napoli recuperarà l'emozione di vincere qualcosa di importante. L'unica Supercoppa fa parte dell'era giurassica: agosto del 1990. Allora stava tra le mani (de Dios) di Maradona.Quella squadra segnò un ciclo, questa ci prova.

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