L'immunologo di fama mondiale: "Scoperta in Italia nuova proteina Ptx3: serve contro il Covid19!"
12:00
Alberto Mantovani, immunologo Scoperta in Italia nuova proteina utile nella lotta al Covid19 (coronavirus): un test rapido permette di capire quali pazienti si ammaleranno in modo grave. Ne parla Alberto Mantovani, immunologo di fama mondiale
Coronavirus, ultime notizie. Intervista del quotidiano La Repubblica ad Alberto Mantovani, l’immunologo italiano con più citazioni scientifiche, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Rozzano e professore emerito all’Humanitas University a Milano. Di recente, ha pubblicato uno studio sull'importante rivista Nature Immunology: con i colleghi descrive un test per prevedere chi, fra i positivi, si ammalerà in modo grave. Il tutto, grazie alla scoperta di una proteina prima sconosciuta, di nome Ptx3: «La proteina che abbiamo trovato si chiama Ptx3 e ha una storia interessante, perché è un antenato degli anticorpi. Un suo parente si trova in specie ancestrali come il limulus, creatura con molte centinaia di milioni di anni. I primi anticorpi invece sono apparsi dopo, circa 300 milioni di anni fa. Ptx3 è una scoperta tutta italiana, ci lavoriamo da almeno vent’anni». Al momento, però, non è stata ancora commercializzata.
Coronavirus, nuova scoperta italiana
In cosa consiste il vostro test? «Con i colleghi del Papa Giovanni XXIII di Bergamo abbiamo trovato un mattone del sistema immunitario legato alla forma grave della malattia. Può essere individuato con un esame semplice ed economico, un test sierologico che si aggiunge a quelli disponibili. Lo abbiamo provato su circa 150 pazienti da noi e a Bergamo. Livelli elevati di questa proteina sono associati a un altissimo rischio di aggravamento. Il nostro obiettivo è riconoscere i pazienti che si ammaleranno della forma grave. Stiamo cercando di fare in dieci mesi quello che per i tumori abbiamo fatto in cinquant’anni».
Infine, la domanda fatidica: quando ne usciremo? "Avremo una quota importante di vaccinati in primavera o estate. Nel frattempo, dobbiamo ricordare che nessun vaccino funziona se non è accompagnato da responsabilità e solidarietà. Quando avremo le prime dosi, dovremo mantenere alta la guardia. Non vorrei che l’idea del vaccino vicino ci spinga all’irresponsabilità, come la scorsa estate. Siamo stati i più bravi al mondo nel combattere un’ondata violentissima, avremmo potuto diventare come Giappone e Corea, con l’epidemia sotto controllo. E invece abbiamo dissipato tutti gli sforzi".
