28-12-2014
02:00
Un gran tango argentino. Bello, intenso, lungo. A colpi di gol, di tocchi di classe. Ma anche di magie e di errori. La sfida tutta argentina tra Higuaìn e Tevez poteva avere, però, un solo vincitore: è il Pipita, che solo alla fine di una lunga battaglia rimane in piedi per ultimo. Lui trionfa col suo Napoli e alza la Supercoppa, Carlitos Tevez deve arrendersi e prendersi la “medaglietta”. Il bianconero finisce la sua partita con una doppietta e il rigore della lotteria calciato clamorosamente sul palo. Per Higuaìn, invece, doppietta e il legno che è arrivato a partita in corso, ma per lui i due gol e l’amarezza di una rete praticamente fatta e sventata soltanto da un miracolo di Buffon.
Una grande partita per entrambi, ma è Higuaìn a vincerla. Un abbraccio, lungo, tra i due compagni di nazionale (ritrovati dopo la fine dell’esilio di Tevez) sancisce una partita all’insegna della lealtà e del fair play. Le prodezze di Tevez hanno fatto pensare che alla fine potesse essere lui a gioire, invece, l’Apache si è dovuto arrendere. Un Pipita venuto fuori alla lunga, come un diesel: l’attaccante che viene fuori nelle partite che contano, anche quando queste vanno male (Bilbao), ma che sa esserci nei momenti che contano. Il gol, un gran gol, e un’altra prodezza sventata soltanto da Buffon.
Per stavolta Tevez esce sconfitto, e il regalo di Natale lo ha fatto il Pipita a tutti i tifosi azzurri. Un’esultanza sfrenata dopo il gol, dove il Pipita ha gesticolato in modo evidente facendo il gesto degli attributi. “Avete visto? Li ho anche io”, sembra aver gridato a chi lo ha spesso criticato per la mancanza di personalità. E non solo tra tifosi e opinionisti, anche da Rafa Benitez è arrivata qualche frecciata non sempre malcelata.
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