Auriemma: "Trattenere Cavani non è utopia: De Laurentiis reagisce, pronto un grande Napoli"

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Auriemma: Trattenere Cavani non è utopia: De Laurentiis reagisce, pronto un grande Napoli

Raffaele Auriemma per il Corriere del Mezzogiorno: Mazzarri: e dopo? Il Napoli non può finire con l'addio di un tecnico, seppur capace e competitivo. Si va avanti, subito, per non creare il brusco contraccolpo all'interno di un organico che era fin troppo legato al tecnico livornese: quattro anni di frequentazione comune e serrata lasciano il segno. Nel bene (quattro stagioni sempre di ottimo livello) e nel male. Il rischio-contagio c'è e va scongiurato nell'immediato, con risposte potenti ed istantanee da parte del presidente De Laurentiis, amante delle sfide e pronto a dare risposte perentorie di fronte ad un abbandono che lui non avrebbe voluto vivere. Questione di orgoglio e di strategia. Vedrete, il patron confermerà di essere l'unica certezza di questo Napoli che può andare oltre i singoli nomi che compongono la squadra. L'obiettivo è di tenere sempre alto il livello di competitività del Napoli quest'anno secondo soltanto alla Juventus, ma anche per placare sul nascere qualche interrogativo che si è diffuso nello spogliatoio dell'Olimpico subito dopo il versamento di lacrime per il definitivo annuncio di Mazzarri. Qualche calciatore si è pure chiesto se sia il caso di continuare nell'esperienza partenopea, ora che è venuto meno il collante per la vita in comune e le tante vittorie di questo quadriennio. Ad un club attento come il Napoli non saranno sfuggiti quei sottili mugugni che non rimbombano e si insinuano, quasi come spifferi che lasciano tracce. Vanno rimosse subito, con il sistema migliore in possesso ad ogni club: reagire con i fatti. L'occhio puntato su Twitter per sapere quando il patron annuncerà urbi et orbi il nome dell'allenatore che dovrà aprire il prossimo ciclo vincente e di lì in avanti anche i rinforzi che lo stesso tecnico avrà già indicato a presidente e direttore sportivo. Muoversi tempestivamente è un'abitudine di Aurelio De Laurentiis. Ricordate l'estate 2009, quando annunciò nell'arco della stessa giornata gli acquisti di Quagliarella, De Sanctis, Campagnaro e Zuniga? Quel Napoli era reduce dalla stagione deludente, conclusasi con l'esonero di Reja e la chiusura di campionato al 12esimo posto, affidata a Donadoni. Fortunatamente oggi il contesto è completamente diverso, in quanto a risultati, anche se si ripropongono gli stessi scenari di incertezza che vanno debellati sul nascere. Un nuovo allenatore, qualche rinforzo di grosso calibro e, soprattutto, trattenere Cavani. Sì, trattenere il Matador non sembra essere più un'ipotesi impossibile, ora che i club spendaccioni si guardano nelle tasche e si accorgono che un investimento da 120 milioni non è proprio il caso di sostenerlo per un solo calciatore. Ecco, allora, che quella clausola che sembrava essere il grimaldello per la fuga di Cavani, potrebbe diventare la palla al piede che non gli permetterebbe di andare altrove a cuor leggero. E adesso che ce l'ha nuovamente impegnato, il cuore, l'uruguagio potrebbe mettere in secondo piano l'ambizione di trasferirsi per starsene, invece, un altro anno ben pagato e convinto di essere sempre il leader non solo del Napoli, ma di un campionato competitivo come la serie A. Un allenatore di grido e le giuste mosse di mercato per spiegare che il Napoli non abdica ma raddoppia: con questa strategia difficilmente qualcun altro lascerà un progetto vincente.

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