16-01-2015
06:30
Il giornalista Ivan Zazzaroni scrive della polemica sugli arbitri di De Laurentiis su GQ Italia: "Aurelio de Laurentiis continua ad attaccare gli arbitri, i quali adesso subiscono martellate (ipotesi di riduzione degli addizionali, conclusioni positive sull’instant replay) anche dal Palazzo. O da quel che ne resta. La situazione è anomala e per molti versi grottesca: l’Aia di Nicchi non figurava tra i grandi elettori di Tavecchio: puntò su Albertini; anche Juve e Roma, prima e seconda in classifica e per anni considerate – in particolare la Juve – le detentrici del potere, ovvero le società in grado di condizionare i direttori di gara, fecero di tutto (e assai male) per fermare la corsa dell’uomo di Lotito, mentre il proprietario del Napoli gli diede una grossa mano. E allora che cosa sta succedendo? Chi tira i fili, oggi? Di chi sarebbero “psicologicamente sudditi” i nostri arbitri? Se c’è un periodo storico in un cui la Juve conta poco politicamente, beh, è proprio questo. Ne sa qualcosa Marotta, offeso per ben due volte dalle principali espressioni federali. Ma allora: è sufficiente chiamarsi Juventus per ottenere dei vantaggi? Secondo Mandorlini, e non solo lui, sì. È giunto il momento di fare pulizia. In che modo? Basterebbe che de Laurentiis e colleghi trovassero alleati in Germania, Spagna, Francia, Portogallo e Inghilterra disposti a farsi sentire da Fifa e Uefa per accelerare il processo di modernizzazione del calcio. Se investissi milioni nel pallone, lo pretenderei".
30/04/26, 21:35
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