Cronache di Napoli: "De Laurentiis con le spalle al muro: a furia di sfogliarla, la margherita ha perso tutti i petali"
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A furia di sfogliarla, la margherita ha perso quasi tutti i petali. Resta la realtà, amara e deprimente, a inchiodare Aurelio De Laurentiis: la scelta del nuovo allenatore del Napoli cadrà sull’unico che dirà sì senza riserve, che non si farà troppi problemi su progetti, mercato, ambizioni. Nessun progetto, nessuna idea di partenza: si naviga a vista, scandagliando i nomi rimasti liberi sul mercato e sperando in un sì. Non lo ha pronunciato almeno per ora Luciano Spalletti, anzi la sua risposta all’offerta di De Laurentiis (biennale da 3,5 milioni a stagione con opzione sul terzo anno di contratto, di fatto le stesse condizioni offerte ad Unai Emery lunedì) è stata freddina. Niente summit a Roma, niente faccia a faccia decisivo: il tecnico toscano prende tempo e chiede garanzie sulla squadra ma anche sulla struttura dirigenziale del club, a cominciare dall’ingaggio di una figura che possa fare da raccordo tra area tecnica e società. Una risposta che ha spiazzato ancora una volta De Laurentiis, che si è fatto trovare impreparato alla scelta del tecnico esattamente come accade nel 2013. Solo che, allora, dopo aver atteso Mazzarri sin quasi a giugno, Don Aurelio trovò Rafa Benitez, libero dopo l’esperienza al Chelsea e allettato dai soldi, dalla Champions e da un progetto rivelatosi poi solo teorico. Oggi, invece, la situazione è molto diversa: non ha pagato la scelta dissenata di far uscire da una sorta di primarie il nome del nuovo allenatore. Subito fuori gioco Klopp e Bielsa, irraggiungibile Conte, persi per strada Mihajlovic ed Emery, Don Aurelio si ritrova spalle al muro. Neppure il suo vecchio pallino Montella, sempre più vicino al rinnovo con la Fiorentina, o la suggestione Sarri, sembrano piste percorribili. Serve una soluzione e in fretta: la data limite è l’inizio della prossima settimana, lunedì o martedì al massimo. Ecco perché De Laurentiis ora spera che una risposta, ma stavolta positiva, arrivi da Cesare Prandelli, tra i pochi rimasti in corsa unitamente a Spalletti e Di Matteo. L’ex ct della Nazionale sembra avere meno pretese dell’ex tecnico dello Zenit San Pietroburgo: non firmerebbe a scatola chiusa, ma quasi. In più, nel primo contatto avuto in queste ore col patron ha fatto trapelare un certo entusiasmo per un’eventuale avventura napoletana. Dal canto suo, Don Aurelio valuta un aspetto per lui importante: a differenza di Spalletti, Prandelli non ha una lista di acquisti né ha richieste particolari, è un’aziendalista che sa anche arrangiarsi con quello che ha. Intendiamoci: qualche remora c’è, legata al possibile difficile impatto con la piazza di Prandelli, uomo dal temperamento tutt’altro che ‘caldo’, ma potrebbe essere superata pensando allo stile e all’etica dell’ex ct azzurro. Cui a questo punto basterebbe un sì per accomodarsi sulla panchina che sino a una settimana fa era stata di Rafa Benitez.
