Pagelle Napoli-Genoa: Elmas meritava più spazio, Fabian irritante! Koulibaly salva sulla linea, Di Lorenzo tra i pochi ad avere voglia

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Pagelle Napoli-Genoa: Elmas meritava più spazio, Fabian irritante! Koulibaly salva sulla linea, Di Lorenzo tra i pochi ad avere voglia

Napoli-Genoa 0-0 le pagelle, i voti di CN24 alla prestazione degli azzurri

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Napoli - Genoa le pagelle di CalcioNapoli24.it

Ospina 6 - Ancelotti gli dà la chance di mettersi in mostra prima della pausa, la prima vera parata arriva nella ripresa su Pinamonti.

Di Lorenzo 6 - Sale con prepotenza a impattare di testa al 17’, poco preciso quando si sgancia. In una cosa, però, si differenzia da tanti altri: ha una costante voglia di far bene, anche in difesa nonostante Agudelo riesca a crossare per Pinamonti al 62’. Si inventa una giocata nel finale, si lascia cadere.

Koulibaly 6 - Si prende cura di Pinamonti, nel senso che spesso e volentieri gli nega il possesso della palla. Ed anche un gol sulla linea di porta.

Maksimovic 5 - Non sa nemmeno lui come blocca il pallone che Ankersen getta dentro al 36’, nel finale si ritrova sullo stinco sinistro un’occasione che vola via: per fortuna era in offside. Tra i tanti che commette errori.

Hysaj 5,5 - Torna in campo dopo un mese, vista l’emergenza. Non può essere freschissimo, Ankersen e Pandev più volte gli vanno via ed arrivano tranquillo in area di rigore. Si fa trovare al posto giusto in chiusura su Pinamonti. (Dall’84’ Luperto SV)

Callejon 5 - Spesso e volentieri taglia verso la porta, specialmente quando Mertens arretra la sua posizione. Dubbio al 37’, quando non si accorge del recupero lampo di Pajac: è l’unico guizzo di un match in ombra. (Dal 60’ Llorente 5 - Se non gli mettono i cross in testa, è difficile essere produttivi ed efficaci)

Fabián 4,5 - Reduce da un paio di partite in ombra, ci resta per la prima mezz’ora abbondante in attesa di provare la prima verticalizzazione. Poi migliora, inizia a toccare un sacco di palloni e si limita a conclusioni nemmeno troppo insidiose da lontano. Irritante.

Zielinski 5 - Contro il Genoa segnò il primo gol in A nel 2015, ma è anche il giocatore che ha effettuato più tiri senza segnare in campionato (24 prima del match). Inizia sfiorando il palo da trenta metri, dopo un quarto d’ora chiama Radu alla parata volante. Cala alla distanza, dovrebbe avere idee e non le ha.

Insigne 5 - Fischiatissimo come se fosse tra i peggiori avversari, va in gol al primo tiro ma glielo annullano giustamente. Ankersen non lo tiene tantissimo: gran palla a Callejon quando s’accentra al 37’, ma non sempre i compagni lo seguono. (Dal 66’ Elmas 6 - Non ci vuole molto per avere più voglia di chi è in campo, gli capita sulla testa l’occasione della partita. Meritava più spazio)

Lozano 4,5 - Al di là dell’errore, possibile che non si accorga di essere in offside dopo un minuto? E così anche al 24’, quando perde l’attimo e preferisce far passare il pallone verso…un avversario. Non c’è molto altro da dire: o capisce che Ancelotti gli vuol far fare la punta centrale, oppure Ancelotti decida di metterlo sulla fascia dove si sente più a suo agio. Dopo un’ora si sposta sulla destra, il rendimento non cambia anche se mette sulla testa di Elmas il pallone che Radu toglie dalla porta.

Mertens 6 - Ha preso parte attiva a cinque gol nelle ultime cinque con il Genoa in A (tre reti e due assist), sin dall’inizio è pimpante e porta Schone all’ammonizione. Romero al 25’ lo anticipa ad un passo dal gol, peccato. Impegna Radu al 53’ da fuori area, nella ripresa è uno dei pochi a cercare la vittoria.

Ancelotti 4,5 - Non è stata la settimana migliore della sua carriera da allenatore, con tanto di fischi all’arrivo al San Paolo. Abbraccio di gruppo prima del fischio d’inizio, pronti via e subito azione divorata. Il Genoa di Thiago Motta lascia tanti spazi in cui gli azzurri possono gettarsi: nella prima mezz’ora, però, manca una certa continuità. La squadra vive di fiammate, lascia il possesso agli avversari, e sembra condizionata dall’ambiente che la circonda: poco pressing, poca aggressività ed anche poco movimento nella trequarti offensiva, come se il caos degli ultimi giorni non avesse sortito alcuna reazione. Una minima reazione in avvio di ripresa, qualche tiro dalla distanza ma l’atteggiamento è da pianto greco (esclusa la testata di Elmas che Radu letteralmente toglie dalla porta). Mancherebbe un rigore sul quale il check del VAR sorvola. Detto ciò, la squadra ha avuto il coraggio di andare contro la società sulla questione ritiro, ma non è stata capace di superare un Genoa tecnicamente inferiore pur ben messo in campo: la scossa, la reazione, chiamatela come volete, non c’è stata e al 9 novembre non è pensabile passare una stagione su questa falsariga. La sosta porti consiglio, a tutti.

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