26-12-2025
17:15
Alessio Zerbin, calciatore di proprietà del Napoli in prestito alla Cremonese, prossimo avversario degli azzurri in Serie A, ha rilasciato un'intervista a Michelangelo Ienco, su YouTube.
Ha ripercorso gli anni delle giovanili all'Inter e poi l'esordio tra i professionisti: "In Serie C ho imparato cosa vuol dire fare il calciatore. Ci ho sempre creduto, ma ho capito che potevo fare davvero questo lavoro al Frosinone, lì ho avuto lo slancio: è arrivata la Nazionale con mister Mancini e la possibilità di andare al Napoli, che è il sogno dei sogni".
Lo scudetto vinto al Napoli nel 2023: "Emozionante. È stato bello anche per la mia famiglia. Un bel ricordo, al di là di tutto. Vincere lo scudetto a Napoli dopo 33 anni e vivere quello che abbiamo vissuto al mio primo anno in Serie A... Anche se non sono stato tra i protagonisti, ho avuto la possibilità di stare in mezzo a quel gruppo di campioni e starci veramente bene. Ci siamo divertiti e lo si vedeva anche in campo. La mia famiglia meritava di essere lì con me visti tutti i sacrifici che hanno fatto, è stata una gioia immensa per loro che hanno sempre creduto in me".
I traguardi raggiunti col Napoli: "Lo scudetto, la Nazionale e il gol in Supercoppa rappresentano i traguardi raggiunti fino ad ora. Era un sogno, da qui in poi di strada ce n'è ancora molta da fare. La cosa più difficile è mantenerlo questo sogno, non solo sfiorarlo. La doppietta con la Fiorentina in Supercoppa? Lì per lì non capisci, non realizzi e non te la godi neanche tanto. Se sei un calciatore, giochi per quello, devi fare quello e quando lo fai è una soddisfazione ma non ti puoi fermare lì".
L'esperienza nello spogliatoio del Napoli: "Al Napoli ho avuto tanti amici, quando sono andato via c'è stato un po' di dispiacere. In primis Raspadori, ma anche Meret, poi Gaetano e Zanoli con cui ho giocato anche in Primavera. Soprattutto Raspadori lo sento quasi tutti i giorni, era quasi un fratello. Avevo un bel rapporto un po' con tutti, loro sono quelli che mi hanno coccolato un po' di più. Quando ero a Napoli cercavo sempre di studiare i miei compagni, ricordo quando mi allenavo con Callejon, cercavo sempre di capirne i movimenti".
02/04/26, 12:00
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