Stadio Napoli-Q8, il prof. Gasparrini: "C'è un problema sui depositi petroliferi, zona fortemente a rischio 'incidente rilevante'"
18:45
Ultime notizie SSC Napoli - Oggi su Radio CRC, la radio dei tifosi del Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto l’ex Professore di Architettura all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” Carlo Gasparrini.
Queste le sue dichiarazioni:
«L’operazione di riqualificazione urbana sulle aree dove sono situati i depositi della Q8 nasceva da un masterplan nell’ambito di tutta l’area orientale di Napoli che era prevista dal piano regolatore che ho coordinato io personalmente. In seguito, ebbi l’incarico specifico di fare un piano urbanistico e attuativo dell’area specifica della Q8 che corrisponde ad un quarto di quest’area gigantesca della zona orientale che è estesa per circa 400 ettari. Quindi, circa un centinaio di quest’area fanno parte della Q8.
Fu una bella occasione per tutti noi poiché è una delle questioni più spinose per la città di Napoli. Abbiamo fatto un progetto che era allineato con i parametri e le prestazioni che sono oggi fondamentali. Abbiamo immaginato un grande parco e un nuovo tessuto edilizio. Ovviamente, tutto ciò richiedeva una volontà precisa a fare questo tipo di interventi.
All’inizio la Q8 sembrava d’accordo, ma quando eravamo alla fine di questo progetto e ci trovavamo in Commissione Urbanistica si è tirata indietro e non è voluta andare avanti nell’approvazione del piano urbanistico e attuativo.
In questa trasformazione, ci tengo a chiarire, non era prevista la costruzione dello Stadio del Napoli. Stiamo parlando di un intervento di rigenerazione urbana che aveva in sé una forte componente ambientale poiché c’era una situazione critica con una falda acquifera affiorante poiché i petroli sono petroli e, per quanto sia stata messo tutta in sicurezza, l’area va trattata con i guanti bianchi. È chiaro che questa operazione si fa se c’è la volontà di tutti, dell’amministrazione comunale, della Q8, della Regione e persino del Ministero dell’Industria e delle Infrastrutture.
Nonostante la Raffineria non esista più, l’area ha ancora dei depositi di stoccaggio di petrolio ed è di fatto un’area dove convergono i petroli dell’Eni che si è trasferita dalla sua area, sempre situata nella zona orientale di Napoli ma in un punto diverso da quello della Q8, nelle aree di stoccaggio della Q8.
In parte la bonifica dell’area è stata avviata per i circa 40 ettari su 100 della Q8 con mille problemi e questioni, ma i restanti sono depositi petroliferi che funzionano a pieno regime. Dobbiamo essere chiari: se si vuole fare un’operazione rilevante per la città, bisogna trasferire anche i depositi petroliferi. Per questo motivo, la situazione è critica poiché nei depositi ci sono anche dei petroli che servono per l’Aeroporto di Fiumicino.
Quell’area è un’area strategica. Io ho trovato molti impedimenti sotto questo punto di vista. Non c’è stata la volontà di trasferimento dei depositi petroliferi. Dovrebbe esserci finalmente un nuovo accordo tra Q8 e il Comune di Napoli di cui non ho ancora traccia personalmente.
Sulla questione dello Stadio dico che stiamo parlando di un’area che non è accessibile con il “ferro”. Per poter accedere agli stadi ormai da decenni le operazioni che si fanno sono quelle di consentire che non ci vadano solo le auto e per quell’area sarebbe una tragedia poiché sappiamo bene quali sono numeri che uno stadio fa girare in correnti alternata poichè nell’impianto si svolgono anche concerti e altri eventi culturali.
L’idea che si faccia un gigantesco parcheggio da quelle parti risale agli anni 60. Oggi tutti gli stadi a livello europeo per la gran parte non hanno un accessibilità esclusivamente e unicamente di tipo carrabile e privata. Dobbiamo immaginare come dalla ferrovia e dalla metropolitana che ha una stazione a Traccia e che non è proprio vicinissima si faccia una bretella di ferro per poter consentire una connessione a quell’area.
La stazione della metropolitana si deve fare poiché non c’è. C’è la Stazione di Traccia che è lontana e che la gente non prenderebbe mai poiché da lì si deve raggiungere la zona dello stadio, ma che comunque si trova nella zona orientale. Questo varrebbe a dire per Napoli mettersi all’ultimo posto di una graduatoria di città che progettano nuovi stadi con criteri di 60 anni fa.
Se c’è interesse di costruire uno stadio in quella zona, bisogna capire come verrà risolto il problema dell’accessibilità. Vediamo quale sarà la soluzione a questo problema. In superficie la vedo complicata poiché non ci sono le condizioni. Ci sono molte aree che sono state costruite in un modo o dove ci sono delle attività in corso. Non puoi sbaraccare tutta la zona orientale per fare un tracciato.
Non è un’operazione semplice poiché dalla stazione di Traccia, dove c’è il fascio di binari che porta alla stazione di Piazza Garibaldi, è difficile immaginare di fare un tracciato in superficie, ma bisognerebbe farlo sotterraneo sapendo che andando sottoterra si attraversa uno strato d’acqua poiché è una ex zona paludosa. Il posto è notevole!
La zona in questione è quella che va dai fasci di binari della Stazione di Traccia all’altezza del Centro Direzionale, quindi a Est di Piazza Garibaldi. Per andare allo Stadio da quella zona, bisogna andare nella parte opposta dove c’è l’ex autostrada a Viadotto che porta al centro della città. È un po’ spostata verso l’esterno ma è una ex zona industriale dove ci sono tante fabbriche ancora in attività. È la zona prospiciente la bretella autostradale d’ingresso della città.
Pietra tombale per lo Stadio? Io credo che uno stadio costruito solo su 40 ettari su 60 nei quali ci sono i petroli e che non sembra esserci la volontà di spostarli, dove la riunione che si deve fare sembra non avere altra funzione che consolidare il fatto di mantenere lì i petroli per altri anni poiché non c’è un’altra zona in Italia dove poterli spostare, sia abbastanza difficile.
Non credo che la discussione possa vertere sulla costruzione di uno stadio costruito vicino ai depositi petroliferi. Io la vedo così, dopo di che, se vorranno fare lo stadio, lo faranno, ma fare affluire decine di migliaia di persone in una zona che non ha risolto il problema della sicurezza anche se sappiamo che le norme di sicurezze funzionano e sono importanti parliamo di una zona fortemente a rischio “incidente rilevante”»
