Ricciardi, Ministero della Salute: "Non si può accorciare la quarantena, ma stiamo lavorando per salvare il campionato. Possibile aprire le porte degli stadi a breve. Presto il vaccino"

Le Interviste  
Ricciardi, Ministero della Salute: Non si può accorciare la quarantena, ma stiamo lavorando per salvare il campionato. Possibile aprire le porte degli stadi a breve. Presto il vaccino

News calcio, Ricciardi menbro del consiglio esecutivo dell'Oms, ha parlato dei tifosi allo stadio e delle prime dosi di vaccino

Ultime Calcio - In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms, consigliere del ministro Speranza per il Coronavirus e consulente Coni:

Coronavirus

“Delocalizzazione del campionato? Una cosa sono i dati scientifici ed altri le decisioni politiche. Decisioni così forte mettono poi in gioco l'unità Nazionale, sono soluzioni pragmatiche, le persone sono un po' più libere. La Lombardia ha avuto un numero di casi più altri, quindi dal punto di vista scientifico, la proposta ha un senso. Ovviamente andrebbero rispettate tutte le misure di sicurezza, in ogni Regione. Viremia o pandemia? Tecnicamente la pandemia potrà essere dichiarata finita dall'OMS quando non ci sarà nessun caso per 40 giorni. Tuttavia i viaggi stanno ripartendo, in Italia siamo in una condizione di epidemia molto ridotta. C'è qualche focolaio ancora, ma qualora dovesse esserci altrove, dobbiamo essere pronti a bloccarlo. Trovo che la popolazione sia un po' in confusione, dato da due tipi di uomini che si occupano di scienza. Quando ci fu l'AIDS, i medici clinici, dissero che era una malattia solo per gli omosessuali. Altri dicevano che non lo era, ed infatti è così. Affermazioni troppo categoriche come: “Il virus è clinicamente morto”, sono sbagliate. Certamente bisogna stare attenti. La app Immuni? Non è uno solo l'elemento che può portarci alla normalità. Dobbiamo adottare ancora una serie combinata di misure: igiene personale e degli ambienti, mascherine, distanziamento. Quando la circolazione del virus è ridotta, si può pensare ad una riapertura, anche alle manifestazioni sportive. Il problema del calcio è che gli spettatori sono tanti, bisogna essere in grado di garantire tutte le misure. Protocollo di 14 giorni? L'accorciamento non è possibile. Il periodo di allontanamento non può essere inferiore, ma una strada alternativa si può trovare, ci stiamo lavorando. Ci sono casi in cui l'incubazione dura anche oltre i 14 giorni. Perché non seguire gli altri Paesi Europei? Gli inglesi hanno sbagliato tutto in questa pandemia, la Germania invece non ha raggiunto i nostri picchi. Noi stiamo viaggiando nel mezzo, con riapertura graduali e non avventate. La ripartenza porterà qualche rischio, nonostante ci siano le porte chiuse. Man mano che le cose andranno meglio, si può ricominciare a pensare di allentare la guardia per il pubblico. Quindi credo possibile ad un numero ridotto di spettatori possano partecipare allo spettacolo. Non saprei le tempistiche, ma credo che in quasi tutta Italia si possano cominciare a fare questi discorsi. Vaccino? Ci sono vari gruppi di lavoro, uno o due decisamente più avanti. Se va tutto bene, a fine anno potremmo avere le prime dosi di un vaccino, sarebbe una cosa eccezionale, un record. Linee guida da rispettare? Distanza di sicurezza di 2 metri, pian piano che il virus smette di circolare, potrebbe non servire più la mascherina all'aperto. Al chiuso, nei treni, nei supermercati, può essere ancora utile. Importante è l'igiene personale, acqua e sapone o gel disinfettanti".

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