Pisacane: "Allenare il Napoli un giorno? Considero Cagliari la mia casa. Sul caso Esposito..."
22:50
Fabio Pisacane parla del Napoli e di Sebastiano Esposito
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha tracciato il punto della situazione in casa rossoblù, soffermandosi in particolare sui rumors di mercato attorno a Sebastiano Esposito e sul proprio futuro professionale.
Tra le questioni più calde degli ultimi giorni figurano le voci relative alla posizione del giovane attaccante accostato proprio alla SSC Napoli in questi giorni. Pisacane ha tenuto a fare chiarezza sull'atteggiamento del giocatore, dividendo il piano contrattuale dalle prestazioni sportive:
"Sebastiano conosce il profondo affetto che provo per lui, ma tutto ciò che riguarda la sfera contrattuale è materia riservata alla società e al suo procuratore. Per indossare questi colori servono spirito d'appartenenza e massimo rispetto, doti che ha pienamente dimostrato finora. Il mio unico punto di riferimento è il rettangolo di gioco. Il ragazzo non si è mai presentato da me chiedendo la cessione; qualora dovesse accadere, saprebbe di poter prendere altre strade in totale serenità. Al momento non posso che dirgli grazie per l'impegno costante, sono convinto che insieme si possa fare un percorso importante".
Intanto mantenendo i piedi ben saldi in Sardegna e alla sua nuova carriera, il tecnico partenopeo - pizzicato in diretta - ha risposto anche alla suggestione di una possibile futura esperienza sulla panchina del Napoli, squadra della sua città natale. Pisacane ha ribadito la centralità del progetto isolano nei suoi piani attuali:
"Considero Cagliari la mia vera casa, di fatto sto già vivendo un'esperienza speciale. La mia aspirazione massima è spingere più in alto possibile questo club, pur consapevole che nel nostro mestiere l'ambizione sia naturale. La mia priorità sarebbe quella di centrare le coppe europee proprio qui con il Cagliari. Per me la questione fondamentale non riguarda quale piazza andrò a guidare, ma il non dover rinunciare a lottare per traguardi di prestigio, perché ciò vorrebbe dire non aver centrato i miei traguardi personali".
