L'ex arbitro De Marco: "All'AIA è tempo di cambiare sia Nicchi e che la comunicazione"

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L'ex arbitro De Marco: All'AIA è tempo di cambiare sia Nicchi e che la comunicazione

News calcio, De Marco sull'AIA

Ultime calcio - L'ex arbitro Andrea De Marco si è collegato in diretta ai microfoni di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio: "Anche ieri alla partita del cuore (arbitrava, ndr) sono andato a rivedere gli episodi al monitor tipo VAR che c'era (sorride, ndr). Arbitrando senza auricolari né tecnologia però mi è tornato in mente il vecchio calcio, dove l'arbitro era totalmente solo. Tra i più gasati c'erano Pio e Amedeo, ho dovuto ammonirli entrambi per proteste. Ma devo dire che tutte le squadre erano concentrate e motivate".

Passando agli arbitri, siamo arrivati alla riunificazione delle CAN. Utile?
"L'AIA ha fatto un passo indietro, rendendosi conto che la proposta di dieci anni fa non ha portato ad una crescita del movimento arbitrale, e che anzi è meglio se arbitri di Serie A e B sono a stretto contatto, con le stesse direttive. Così uno di B può andare su con più frequenza, e lo stesso al contrario ricaricando le batterie dopo qualche prestazione non positiva".

Nicchi ammette l'errore.
"Si sono resi conto che non ha portato i direttori di gara a crescere: la divisione non è stata utile".

Ci sarà il VAR anche in B.
"Altra novità, e penso sia inevitabile. La Serie B rimane un campionato importante ed è giusto che abbia l'aiuto di questo mezzo tecnologico che è diventato indispensabile per i direttori di gara, che ora possono rimediare ai vari errori che avrebbero commesso".

Si è notata la sproporzione di rigori tra la Serie A e tutto il resto: si aspetta un allineamento al metro europeo?
"Sì, quest'anno abbiamo avuto troppi interventi in situazioni nelle quali non era necessario farlo. In Europa si è avuto un minore utilizzo del VAR, anche se in alcune partite, come Juventus-Lione, c'è stato un mancato utilizzo quasi inspiegabile".

Orsato ha arbitrato l'ultima finale: l'avrebbe meritato anche Rocchi?
"Anche Rocchi meritava di arbitrare una finale di Champions, peccato che non gli sia stata data questa possibilità. Orsato ha meritato l'occasione, ma Gianluca è da dieci anni che arbitra ad altissimo livello".

Ora che ha smesso, in che ruolo lo vedrebbe?
"Ha le qualità per fare tutto, dal punto di vista tecnico può essere d'aiuto ai giovani arbitri per farli crescere: bisogna trovare un ruolo per lui. Ora ci saranno le elezioni AIA per il dopo-Nicchi: si parla di una candidatura anche di Trentalange, chissà che non possa farlo pure Rocchi. C'è bisogno di un cambiamento, il rinnovamento è importante, soprattutto dal punto di vista della comunicazione: non c'è un ufficio stampa dell'AIA che spieghi, per esempio, e ancora non è stata data la possibilità di parlare agli arbitri, perciò non conosciamo mai le versioni ufficiali del mondo arbitrale. Uno giovane, appena uscito dal campo, può portare benefici: a Gianluca, che è un amico, auguro di trovare un ruolo che gli piaccia".

Perché non si riesce a far parlare gli arbitri?
"In Italia si parla sempre di sudditanza e favoritismi, per un arbitro dopo la partita non è facile andare a parlare con certi giornalisti, bravi a fare le domande giuste per metterlo in difficoltà. Finché non si proverà a fare questo, non sapremo la reazione di stampa, tifosi ed addetti ai lavori. Avere un arbitro che fornisca le sue motivazioni può essere utile, e se non si prova non sapremo mai com'è".

De Marco

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