Koulibaly: "Sarri molto severo con me: mi parlava in toscano e non lo capivo. Gli devo però tanto"

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Autore Bruno Galvan Giornalista professionista · Calciomercato, Economia dello Sport e statistiche

Kalidou Koulibaly ha rilasciato alcune dichiarazioni al podcast The Mo Show in cui ha ricordato l'esperienza con Sarri al Napoli

Kalidou Koulibaly ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del podcast The Mo Show dove ha raccontato la sua esperienza al Napoli con Maurizio Sarri allenatore:

"Con Sarri all’inizio è stato molto difficile. Lui parlava solo in italiano, ma con un accento che non riuscivo a comprendere. Era un tipo molto esigente: mi dava indicazioni, ma io non lo capivo. Non c’era alcun interprete ad aiutarmi con la lingua. Sono stato fortunato perché c’erano Ghoulam, un mio amico intimo, e Jorginho: mi insegnavano l’italiano tutti i giorni. Ma Sarri parlava con un accento toscano e per me era difficile capirlo

Sarri è stato molto severo con me, veramente molto duro. Vivevo ogni allenamento come una sfida tra me e lui. Lui diceva sempre: ‘No, Kouli non può giocare in quel modo, non può essere un buon difensore’. E io ogni volta mi dicevo: oggi glielo farò vedere. Quella severità si è rivelata vantaggiosa, mi ha stimolato a diventare un grande difensore. È anche grazie a Sarri se sono diventato quello che sono. Gli sono grato, a lui come a Calzona, che era il suo vice. Grazie a loro due ho iniziato a vedere il calcio in modo diverso, ad analizzarlo in modo matematico".

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