Favasuli, il ds del Catanzaro: "Il Napoli ha avuto il coraggio di puntarci, c'era pure la Juventus! È sempre piaciuto a Manna. Ecco cosa facevano Costa ed il padre durante l'estate..."
16:30
Ciro Polito, direttore sportivo del Catanzaro, è intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale per parlare di Costantino Favasuli, protagonista di un ottimo avvio di stagione con il Napoli.
Direttore, si aspettava un impatto così forte di Favasuli? Esordio in Champions League, esordio in campionato e subito incisivo.
«Favasuli non è il classico talento di quelli che dici che hanno l'estro innato, ma è uno di quei giocatori che si è formato e che, secondo me, può fare una carriera in Serie A a livelli importanti».
Che tipo di ragazzo è? Ce lo racconta e ce lo descrive, visto che lo ha avuto al Catanzaro?
«Posso dire che Costantino è un ragazzo straordinario. È un ragazzo come noi, viene dalla strada, da un paese dell'entroterra calabrese, con una famiglia di sani principi. È un ragazzo d'oro, un figlio, un ragazzo sempre sorridente che si fa voler bene.
Ha una caratteristica che arriva al cuore dei tifosi di ogni squadra: ha un cuore enorme e dà tutto. È come quando si dice la classica frase: “Devi sudare la maglia”. State certi che lui la maglia la suda.
Ogni tifoso vuole giocatori che diano tutto per la maglia e lui è uno di quelli. La maglia la sua sempre e quindi è sempre apprezzato come giocatore. Ha grande voglia, grande fame e grande forza.
Non so quanto sia forte, siamo solo all'inizio ed è anche più semplice, però per me non ci sono dubbi: può fare un percorso serio nel calcio italiano. Può essere un giocatore alla Di Lorenzo, alla Florenzi. Sono giocatori che magari non hanno la struttura da un metro e novanta che oggi il calcio moderno ti chiede, però hanno grande forza nelle gambe.
Favasuli è uno che prende iniziativa, conduce la palla, nell'uno contro uno non lo salti facilmente. È un giocatore straordinario che si è formato e che continuerà a formarsi nel tempo, ma può dare tanto al calcio italiano».
Ci ricostruisce un po' la trattativa? C'erano altri club che hanno provato a inserirsi? Il Napoli si è mosso subito?
«Ti posso dire una cosa? Faccio i complimenti al Napoli, perché oggi è uno dei primi club in Italia e in Europa. È una società che da anni partecipa alla Champions League e credere in un giocatore che giocava in Serie B, al Catanzaro, non è una cosa di tutti i giorni.
Magari altri grandi club hanno creduto in lui, però questa è una cosa importante: significa che loro guardano anche alle categorie inferiori e, se devono fare una scommessa, come si suol dire, non hanno esitato.
Più che la trattativa, posso dire che con Giovanni Manna mi sono sentito molto tempo indietro, quasi quando sono ripartito io a Catanzaro. Da metà giugno in poi avevo già avuto dei passaggi con Giovanni. A lui Favasuli è sempre piaciuto e dipendeva un po' da come sarebbe andato il mercato. È un giocatore che comunque apprezza e poi abbiamo visto come si è evoluta la situazione.
Nel frattempo ci sono state diverse chiamate. Anche altre squadre di grandi club si sono informate, anche la Juventus ha chiesto informazioni. Però una cosa è che il giocatore possa piacere a tanti, un'altra è avere il coraggio di puntarci. Il Napoli ha avuto anche questo coraggio.
Faccio comunque i complimenti a Giovanni, che è quello che poi ci ha creduto dal primo momento, insieme alla società».
Qual è stata la reazione del giocatore quando ha scoperto di essere nel mirino del Napoli?
«Ti posso solo dire che è un ragazzo talmente riconoscente che mi ha fatto anche delle videochiamate. Io, durante tutta l'estate, venivo chiamato sempre da lui e dal padre, perché erano in pensiero. C'erano tante voci e magari alla fine non si concludeva niente.
Io cercavo di tranquillizzarli, ma nel momento in cui la cosa è andata avanti e poi eravamo in chiusura con il Napoli, ti posso dire che per lui era come essere un bambino. Vedevi l'emozione negli occhi di un ragazzo.
Sono quei ragazzi che veramente apprezzano tutto quello che hanno e io sono sicuro che lui questa voglia di arrivare in un grande club come il Napoli non se la lascerà scappare facilmente. Ci metterà tutto quello che ha, su questo sono sicuro».
A Napoli c'è un dibattito sul suo ruolo: terzino, esterno alto, può fare anche la mezzala. Lei che lo ha avuto al Catanzaro in un'annata in cui avete sfiorato la promozione, qual è il ruolo più adatto a Favasuli?
«Il suo è un quinto naturale, proprio. Fa tutta la fascia: la fa venti volte, la fa trenta volte, non ha mai problemi. L'anno scorso c'erano gare in cui al novantesimo minuto, mentre gli altri cedevano, lui aveva ancora energia.
Quindi il suo ruolo naturale è quello. Lui nasce esterno d'attacco, però oggi è un terzino, un quinto. Poi, se durante la gara c'è bisogno, magari di motore per tenere la partita o per mettere un po' di vivacità, può fare anche la mezzala.
Ma è un quinto naturale, punto. Il percorso della sua carriera deve essere quello da quinto, da terzino».
Ha sentito Favasuli dopo la partita contro il Bologna o soprattutto dopo l'esordio in Champions League contro l'Arsenal? Vi siete scambiati qualche messaggio?
«L'ho sentito dopo il campionato, perché poi sai, adesso tutti lo chiamano e tutti gli scrivono, quindi è molto più incasinato. Io ho aspettato anche il campionato e poi ci siamo sentiti. Gli raccomando sempre di ricordarsi che siamo solo all'inizio».
Quindi gli ha ricordato che Napoli è una realtà molto grande?
«Sì, perché Napoli è una realtà grande. Devi stare a quel livello e devi essere di quel livello. All'inizio è tutto più semplice, ma una volta che diventi un giocatore affermato devi confermarti come giocatore da Napoli e da Champions League».
Si aspetta di vedere Favasuli tra i convocati della Nazionale di Roberto Mancini o pensa che sia ancora presto e che debba passare dall'Under 21?
«Non lo so, anche se Mancini è molto attento. Sicuramente, se l'Italia dovesse convocare Favasuli e anche Liberali, sarebbe la gioia più grande che uno può ricevere nel mio ruolo.
Alla fine, aver contribuito a dare al calcio italiano tre giocatori che erano comunque semisconosciuti sarebbe una grande soddisfazione. La realtà è quella.
Liberali era quello più importante come nome, come giovane, però aveva già fatto qualche apparizione nell'Under 23 del Milan e aveva giocato nella Primavera del Verona. Favasuli forse era quello che aveva fatto qualche campionato in più.
Oggi parliamo di cose diverse. Lo auguro veramente a loro, soprattutto ai ragazzi, ma sono sicuro che non sarà adesso, sarà dopo.
Saranno tre giocatori che potranno fare parte della Nazionale italiana».
