Di Gennaro: "Il calcio avrà sicuro un piano B. Futuro della Serie C? Penso alle final four"

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Di Gennaro: Il calcio avrà sicuro un piano B. Futuro della Serie C? Penso alle final four

Ultime calcio, Di Gennaro parla della ripresa dei campionati di calcio

Ultime calcio - Antonio Di Gennaro, ex centrocampista ed oggi opinionista e commentatore sportivo, ha parlato ai microfoni di TMW Radio, collegandosi in diretta nel corso della trasmissione Stadio Aperto:

Di Gennaro

"Non è una novità che si arrivi ultimi, la cosa importante è però che ci sia coesione ed unità. So che all'inizio della riunione qualche problematica c'era, non tutti erano d'accordo. Ci sono tutti i rappresentanti delle parti del calcio e la cosa migliore è cercare un accordo giusto, per la produttività del movimento. Se certe società hanno problemi a mettere i soldi del protocollo, allora ne hanno anche a chiudere la stagione. Su questo bisogna capire come proseguire".

Sembra però che siamo oggettivamente, a livello di sistema, in ritardo.
"In questi casi la responsabilità è tanta, e in Serie C molte non volevano ripartire. Il Consiglio Federale poi ha proposto di chiudere i campionati. la mia idea è che in C non riusciranno a concludere tutte le partite. Anche la Serie A avrà le sue problematiche, stare due mesi a casa non è facile. Poi si è visto il caso del Bologna, che per fortuna era un falso positivo. Qualcuno anche in B potrebbe avere difficoltà economiche, e in più c'è la questione orari: a luglio e agosto giocare il pomeriggio, ogni tre giorni, è dura. Gli sarebbero servite almeno altre due settimane di preparazione meticolosa. La Premier e la Liga hanno deciso le date, la Germania è ripartita e la Francia ha deciso di fermarsi. Però vediamo che anche il presidente del Lione si è arrabbiato, le problematiche sono a tutti i livelli. Il dottor Pregliasco ha dato speranza di riaprire gli stadi a metà luglio, e a me va bene, ma allora che si fa? Non dico che nascono tensione, ma dell'apprensione c'è. E pure tra virologi ci sono pareri contrastanti: già c'è la psicosi, io sono uscito oggi a tagliarmi i capelli e un po' di soggezione c'è. Però bisogna ricominciare".

Si discute sugli orari delle partite.
"Se si opponessero, i giocatori, non potrei dar loro torto. Le 16.30 sono pesanti, anche perché si gioca ogni tre giorni. Qualcosa bisogna accettare, e mi auguro che questa sera emerga una condivisione totale. Non so se sarà così, ma speriamo che gli ultimi possano davvero essere i primi".

C'è ancora in ballo anche la questione delle scadenze contrattuali, e tutti gli strascichi legati.
"L'accordo ci deve essere, ma deve arrivare prima di quella data. Anche il mercato, come questa stagione, sarà diverso. La situazione è tutta in divenire, e molto dipenderà da cosa viene fuori stasera. Le trattative poi dovranno essere fatte con il buonsenso, anche perché ci sono giocatori, si legge ad esempio di Pjanic ed Higuain, che potrebbero cambiare squadre".

Cosa dovremmo attenderci dalla riunione di oggi?
"Non vorrei che ci fosse un piano B. Per quanto riguarda la Serie C, Gravina l'aveva già pronosticato".

Ma i playoff dovrebbero essere per tutti o no?
"Non è una scelta semplice. Credo che faranno una specie di final four, con le tre migliori secondi e una miglior terza, e valuteranno l'aspetto del playout. Riducendo le partite, magari sarebbero anche meno le problematiche. In Serie A ci sono quattro recuperi a Verona, Milano, Torino e Bergamo: tutte zone martoriate dal virus. La valutazione da fare è molto seria, ma bisogna che domani sia già tutto chiaro".

Il punto cardine sembra però essere quello della quarantena per il contagiato. Se si scende a una settimana, si può togliere proprio?
"Per i calciatori sicuramente, per i medici non lo so... Credo comunque che un piano B lo terranno, è inevitabile".

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