AIC, il consulente Gragnaniello: "Difficile che il campionato riparta. Taglio degli stipendi? C'è la predisposizione a trovare un compromesso"

Le Interviste  
AIC, il consulente Gragnaniello: Difficile che il campionato riparta. Taglio degli stipendi? C'è la predisposizione a trovare un compromesso

A Radio Marte nella tramissione "Si gonfia la rete" di Raffaele Auriemma è intervenuto Raffaele Gragnaniello, ex calciatore e attuale consigliere AIC.

"Questione stipendi? Fondamentale il tipo di comunicazione, quello che emerge. La struttura calciatori rappresenta lo spettacolo ma poi dietro c'è l’industria, tante persone che lavorano. Lo sa bene anche il Governo. Solo che ora si naviga a vista: adesso non sappiamo, ascoltiamo anche noi i telegiornali per farci un’idea, ma già a pensare a dopodomani si fa fatica. A livello assicurativo questa cosa è stata interpretata come un infortunio, per la violenza che ha il virus.

Ripresa dei campionati? Si va avanti per supposizioni. La mia idea è che sarà difficile ripartire. Ieri abbiamo fatto il direttivo in call conference: la percezione che abbiamo noi è diversa da quella di altri. Difficile ipotizzare che si torni a giocare. Anche riprendere a giugno non mi sembra così semplice, dovremmo vedere se è fattibile.

Quello che ha fatto la Juventus anticipando tutti è un discorso particolare. La Juventus l'ha fatto senza avere alcun giocatore in scadenza, quindi nel momento in cui i giocatori verranno ceduti quelle spettanze verranno riconosciute. Si sta cercando di trovare un'intesa ma non è semplice. La predisposizione a risolvere c'è, non di tratta del caso mediatico dei calciatori che non capiscono la situazione e vogliono i loro soldi. Anche le Olimpiadi sono state rimandate, un segnale molto forte. Secondo me si farà fatica a riprendere. Prendiamo il caso della Juve, ci sarebbe bisogno di fare idoneità a tutti i calciatori. Questo tipo di virus, che attacca e irrigidisce i polmoni, non ci dà certezze, non sappiamo le conseguenze che può avere per i calciatori. Dovranno rifare i test.

Porte chiuse? Non basta, perché significherebbe essere ancora in emergenza e in quel caso per un calciatore non ha senso andare a contatto con un altro giocatore che potrebbe essere portatore sano del virus. Le decisioni arriveranno dall'alto. Segnale importante, ripeto, è quello delle Olimpiadi, anche a livello economico. Al momento i tesseramenti scadono ancora al 30 giugno. Vediamo cosa succede con le prossime videoconferenze in programma.

Ripresa degli altri campionati? Per le altre leghe sarebbe tutto molto più lungo. Fondo per gli stipendi dei calciatori delle categorie minori? E' un'idea per una parte di calciatori della Serie B e della Serie C. Da non sottovalutare anche i discorsi che porterà la Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta il 30% a livello di voto federale. Nei discorsi è incluso anche il calcio femminile. Secondo la mia opinione, almeno con le regole attuali, si farà fatica a completare il campionato. Passerà del tempo prima che ci si possa allenare in gruppo. Gli altri Paesi hanno bloccato tutto, in Olanda per esempio fino all'1 giugno non si potrà praticare sport".

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