18-02-2021
23:40
Il Napoli tutta questa voglia di andare avanti in Europa League non ce l’ha, o quantomeno non è che l’abbia messa in mostra - soprattutto nel primo tempo. Un Napoli fisicamente spento, alla quattordicesima partita in quarantasette giorni, con gli uomini contati (ed una formazione che vede soli tre cambi rispetto a quelli che hanno battuto la Juventus), ma senza uno straccio di quel cuore che Gattuso avrebbe voluto vedere, come si aspettava in conferenza stampa.
Una squadra che commette tanti errori tecnici, con idee annebbiate ed errori che permettono ad un Granada più pimpante - ma comunque in difficoltà, con tanti assenti e relativo tasso tecnico inferiore - di arrivare in porta per due volte in due minuti. Un gruppo talvolta slegato in mezzo al campo, con distanza tra i reparti ed alcuni singoli - Maksimovic, ad esempio - di nuovo appannati. Senza dimenticare Lobotka, che a distanza di tredici mesi continua a non dare uno straccio di prova che giustifichi il suo costoso acquisto: ci chiediamo cosa passasse per la mente di Gattuso, Giuntoli e De Laurentiis nel momento in cui si trovarono concordi sul firmarlo.
Le idee offensive per un’ora di gioco latitano, le gambe non girano: però è inaccettabile che una squadra come il Napoli, con un undici titolare costato più di 250 milioni di euro, riesca ad aleggiare sulla trequarti del Granada e finisca per tirare nello specchio un'unica volta, a tre minuti dal fischio finale. Inaccettabile, improponibile, inguardabile. Tutta questa voglia di Europa League, evidentemente, non c’è. E allora questa sconfitta deve essere festeggiata. Si abbrevia l’agonia.
05/04/26, 12:30
Redazione
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