La storia tra Callejon ed il Napoli non può avere questo finale, è indegno

Editoriale  
La storia tra Callejon ed il Napoli non può avere questo finale, è indegno

Il contratto di Callejon con il Napoli scade il 30 giugno, e ad oggi non è stato ancora trovato un accordo per prolungarlo quantomeno fino a fine stagione

  • 338 presenze, quinto calciatore di ogni tempo
  • 80 gol, undicesimo marcatore di sempre.
  • 26205 minuti totalizzati
  • 77 assist messi a segno

Basteranno questi pochi dati, tra vent’anni, per capire l’importanza di José Callejon nella storia del Napoli. Non di quella attuale, di quella di tutti i tempi. Perchè un calciatore come lo spagnolo, più di Edinson Cavani, di Marek Hamsik, di Dries Mertens e di Gonzalo Higuain, è qualcosa che capita poche volte nella vita. Pensateci, dal giorno in cui è arrivato non è mai stato in discussione: qualsiasi diretto concorrente nel ruolo è stato sempre sconfitto, sempre relegato all’immagine di comprimario e di seconda scelta.

Sempre fondamentale, per qualsiasi allenatore

Benitez, Sarri, Ancelotti, Gattuso: ogni allenatore seduto in panchina con Callejon ha sempre avuto una maglia da titolare per lui. Dal 16 febbraio 2014, Sassuolo-Napoli, al 4 febbraio 2017, Bologna-Napoli 1-7: titolare o dalla panchina, Callejon c’è stato sempre. Per tre anni, ma possiamo dire anche sette stagioni totali, lo spagnolo di Motril è stato reputato meritevole di almeno un minuto in campo.

La desolazione di un contratto non ancora prolungato

Pensare che tra cinque giorni, in attesa di un accordo ancora da ufficializzare per prolungare la sua avventura in azzurro fino al termine della stagione, il suo contratto possa scadere, francamente, è desolante. Lo è perchè magari le vicende legate al coronavirus hanno fatto passare in secondo piano la situazione, perchè al tempo stesso il suo epigono Dries Mertens ha prolungato per altre due stagioni - ed arrivarono entrambi nel 2013.

Callejon fa parte della cultura calcistica della città

La storia tra José Callejon ed il Napoli non può avere un finale così, sarebbe indegno per tutto ciò che ha rappresentato. Certo, le questioni economiche hanno una loro importanza, ma qui si parla di un accordo bimestrale prima ancora che di un rinnovo per le prossime stagioni. Parliamo di un calciatore che ha formato un asse, quello con Insigne, proprietario di una giocata divenuta ormai parte integrante della cultura sportiva della città - alla pari della Ma-Gi-Ca del primo scudetto.

De Laurentiis e Quilon trovino un accordo

Pensare che tra cinque giorni - in attesa di un accordo che, peraltro, il calciatore non rifiuterebbe, anzi la disponibilità a rimanere l'ha data da quasi una settimana - possa finire tutto è inaccettabile. Lo sanno i tifosi, lo sa Gattuso (che al tempo stesso deve pensare anche al futuro, che si chiami Politano o altro), ma soprattutto lo sanno De Laurentiis e l’agente di Callejon. I rapporti in passato non saranno stati perfetti (il viaggio infruttuoso - eufemismo - di Quilon a Dimaro ai tempi di Reina, ad esempio), ma qui c’è in gioco un pezzo di cuore di Napoli.

Hamsik aveva la cresta, Cavani era il Matador, Higuain era il Pipita, Dries è e rimarrà Ciro. José Callejon è semplicemente José, il calciatore più concreto degli ultimi sette anni. Lo dicono i numeri adesso, lo diranno in futuro. Serve uno sforzo in cinque giorni, sarebbe disonorevole non trovare un accordo.

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