Il sorriso dei reietti: il gol sull’asse Ghoulam-Lozano e la missione di Gattuso

Editoriale  
Hirving Lozano, attaccante messicano del NapoliHirving Lozano, attaccante messicano del Napoli

Il Napoli ha messo al sicuro il risultato col Verona grazie ad una rete sull'asse Ghoulam-Lozano. L'avessimo detto prima, ci avrebbero preso per pazzi

Siamo pronti per un campionato di calcio in cui un gol viene confezionato da un terzino che mancava dal terreno di gioco da 261 giorni, e concretizzato da un attaccante che potremmo definire - estremizzando il concetto - al centro di un caso diplomatico tra l’allenatore ed un’intera nazione vogliosa di vederlo in campo? Dopo l’assist di Faouzi Ghoulam per Hirving Lozano, ammettiamolo, siamo pronti.

In quel corner c’è il secondo passo di qualcosa iniziato la settimana scorsa: alla consapevolezza dei titolari, di quei tanti che erano in campo contro la Juventus per la vittoria del loro primo trofeo in carriera, si aggiunge la bontà di una panchina che, grazie ai cinque cambi, potenzialmente può permettere a Gattuso di mantenere mediamente alto il livello degli undici calciatori schierati campo. Un Napoli che, come i camaleonti, può adattarsi alle caratteristiche degli avversari scegliendo, bene, i calciatori da gettare in campo: contro il Verona ha tenuto bene la mediana sorretta dalla fisicità di Allan e da una continuità - niente più sprazzi - impressionante chiamata Zielinski, arcigni quando andava arginato Amrabat e la mancanza di punti di riferimento dell’attacco. E saggi sono stati i cambi nella ripresa.

Dicevamo, Ghoulam e Lozano. Gli ultimi minuti non cambiano la concezione che si può avere sulla loro sfortunata - per motivi diversi - stagione agonistica. Però il fatto che siano stati proprio loro due a chiudere il match, proprio loro che potevano essere racchiusi nella definizione di ‘reietti’, può essere un segnale definitivo di una compattezza di squadra che va oltre i movimenti difensivi di Maksimovic e Koulibaly (quasi 270’ di imbattibilità). Non si può che essere felici per due ragazzi, prima ancora che calciatori, che hanno passato un’annata composta da una sequela infinita di problemi fisici e tecnici.

Tornando a Gattuso, le parole di Juric suonano quasi come un sigillo ben impresso: “Il Napoli ha sofferto, ma ora ha una mentalità vincente e umile perchè sa soffrire. Gattuso ha fatto un bellissimo lavoro”. Non era facile, eppure finora c’è riuscito (peraltro con record storico: è il primo a vincere cinque delle prime sei gare esterne in assoluto nel massimo campionato sulla panchina del Napoli).

Durerà fino a fine stagione? Gattuso dovrà essere bravo a mantenere alta l’asticella dell’attenzione, dovrà tenere i suoi sulla corda con un’impresa in mente - il quarto posto resta arduo, ma non impossibile -, e con la concretezza di un match di Champions al quale arrivare nella migliore condizione possibile. Senza sfiacchire nessuno, sfruttando al meglio la profondità della rosa. I Ghoulam e i Lozano, senza dimenticare José Callejon del quale va ufficializzato al più presto il prolungamento contrattuale almeno fino a fine agosto. Per il futuro si vedrà. Tanto siamo testimoni di un gol sull’asse Ghoulam-Lozano, l’avessimo detto nei giorni scorsi ci avrebbero incatenato.

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