Allegri sì, chiacchieroni un po' meno. L'episodio del cavallo da comprare a mezzanotte è del 9026, roba da Varenne ad Agnano

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Ultime notizie SSC Napoli - C’è un momento in cui Aurelio De Laurentiis cita Fantozzi e la sua battuta ‘com’è umano, lei’. E c’è un momento in cui Max Allegri è davvero umano, quando risale la commozione al pensiero della mamma, venuta fuori dal mare delle emozioni mentre ci si ricorda di una telefonata a mezzanotte (!) da parte di De Laurentiis, alla vigilia di una partita di Champions League a Dortmund (!!), in cui il presidente del Napoli gli chiede informazioni su di un cavallo da comprare (!!!). Anno 9026, mica i tempi di oggi.

Di chiarezza sulla squadra se n’è vista poca, non nulla ma pochina. In ordine sparso:

  • il calcio non è un gioco di dati, i dati confermano quello che vediamo sul campo;
  • la difesa è un reparto importante come centrocampo ed attacco;
  • De Bruyne fatemelo vedere ed allenare;
  • fino a che non vedo i giocatori ed iniziamo a lavorare non posso dire altro;
  • Lukaku? Ho imparato da un vecchio detto di un allenatore che dice che fino a quando non si vede da vicino un calciatore non si può giudicare;
  • Corto muso o giochista? Il calcio è uno sport bello perché opinabile nel senso che ne parlano tutti;
  • ho una squadra che può giocare in vari modo. Se ho molti esterni a disposizioni, ci giocherò (l’indicazione più interessante, forse l’unica).

Max Allegri arriva a Napoli e lo spazio che concede nelle proprie risposte è spostato nettamente sul lato umano, perchè se non c’è scazzo non c’è amore come fa notare De Laurentiis, le idee su cui confrontarsi col presidente e con il direttore sportivo Giovanni Manna al proprio fianco, come una famiglia allargata e non certo il caos dell’anno scorso al Milan. Se ci sarà qualcosa da dire, Allegri quantomeno saprà a chi rivolgersi.

Sarebbe potuta durare quanto, sei ore?, e non qualche minuto sotto l’ora la presentazione di Max Allegri. Non avrebbe detto nulla, non si sarebbe sbottonato dicendo A, B o C sui calciatori in rosa. Come San Tommaso, se non vedo non credo. Se non vedo, non commento. L’incredulità di Max, poniamola così.

Un aziendalista orgoglioso di esserlo, e pensare che sul palco ce n’erano altri quattro: oltre ADL e EDL, anche il DS e il vero AD, l’amministratore delegato Andrea Chiavelli, che poi il contenuto più rilevante è stato il suo, sulla lettera d’intenti con la Q8 per confermare l’interesse sulla zona per il nuovo stadio (ma il Napoli ebbe già ‘gratis’ il San Paolo con le Universiadi, ne avrà un altro altrettanto ‘gratis’ con i soldi della Regione).

Un altro tratto da ricordare di questa presentazione? Sono venuto qui per restituire. Che sia il dispiacere per la stagione peggiore della storia del club, quella del 1997-98, o che siano gli scudetti vinti con la Juventus proprio davanti al Napoli. “Sono venuto apposta per restituire” è una frase da non sottovalutare, da tenere a mente.

Insomma, bellissimo il Teatro San Carlo, storico, architettonico, le poltroncine ma vuoi mettere una presentazione all’ippodromo di Agnano, aperta o meno anche ai tifosi? Se ne sarebbe parlato per anni, magari col Corsiero che corre alle spalle di Allegri e De Laurentiis. Si sarebbe potuto richiamare perfino Varenne da Eboli, che ad Agnano e nel mondo ha fatto la storia: Allegri in passato l’avrà tifato sicuramente nelle sue corse. Magari si sarebbe sbottonato anche un po’ di più nelle dichiarazioni, ma arriverà anche questo momento.

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