Mano de Dios, Shilton su Maradona: "Sarebbe dovuto venire lui da me a scusarsi! Non aveva sportività, l'arbitro di quel match era un incapace"

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Ultime notizie SSC Napoli - La mano de Dios è ancora uno schiaffo per gli inglesi. L'ex portiere inglese Peter Shilton non ha mai perdonato Diego Maradona e ne parla in una intervista a Repubblica racconta che non ne ha mai discusso con il Pibe de oro: «Sarebbe dovuto venire lui da me a scusarsi». 

Peter Shilton, Inghilterra contro Argentina è la rivalità più feroce?

«Beh, noi inglesi ne abbiamo anche altre, come con gli scozzesi. Ma certo quella con l'Argentina è speciale, che risale al match del 1966, con la cacciata dell'impazzito centrocampista argentino Rattín (che costrinse il calcio mondiale a introdurre ammonizioni ed espulsioni, ndr), poi l'espulsione di Beckham nel 1998 e ovviamente la mano di Dio, che avvenne qualche anno dopo la guerra delle Falkland. Ma spero che stavolta si parli solo di calcio e non di politica, che non dovrebbe mai inquinare alcuno sport, vedi anche il recente gesto di inginocchiarsi».

Che cosa la amareggia ancora di quella mano di Dio?

«Il fatto che avremmo potuto vincere quella Coppa del mondo. Invece ci hanno imbrogliato. E poi non solo il gol di mano era irregolare: dovevano annullare pure l'altro gol storico di Maradona, quello della serpentina, perché c'era fallo su Glen Hoddle. Ci fosse stato il Var… invece l'arbitro (il tunisino Ali Bin Nasser, ndr) era davvero un incapace».

Solo un «incapace»?

«Non lo so. Ma questo è un altro mio tormento. Si portò a casa il pallone, dopo l'errore più madornale della sua vita, per poi rivederselo a due milioni di sterline all'asta. Non solo. Maradona lo raggiunse in Tunisia per farsi la foto insieme. L'arbitro avrebbe dovuto starsene in silenzio, invece si vantava di quell'errore. Tutto molto strano…».

E Maradona non si penti di quel "furto", almeno fino al 2005.

«Ma non si è mai pentito con me, che ero il capitano, e i miei compagni. Non ne voglio parlare male perché non è più tra noi. Ma almeno poteva venire a parlarmi dopo il match e ammettere il fallo di mano. Sarebbe bastato per perdonarlo, perché capisco i motivi di quel gesto istintivo, era lontanissimo con la testa dalla palla. Invece non lo fece, così come mai chiese davvero scusa. Perciò ho portato rancore per anni».

Ma lei non ne ha mai parlato con Maradona, prima che morisse nel 2020 a 60 anni?

«Mai».

Perché?

«Non ne ho avuto mai l'opportunità. Anche a una partita amichevole Inghilterra-Resto del mondo mi ignorò. Anzi, neanche si avvicinò all'area o provò a tirare. Lui non mi cercò e dunque nemmeno io».

Con gli standard e i social di oggi, Maradona l'avrebbe scampata così facilmente?

«Premesso che è stato il più grande calciatore contro cui ho giocato, i campioni devono avere anche un enorme senso di sportività. Lui non ce l'aveva».

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