Ederson come Kvaratskhelia? Rischio articolo 17: l'Atalanta può venderlo già a gennaio
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L’Atalanta si trova davanti a una decisione complessa sul futuro di Ederson, dopo le dichiarazioni del suo agente André Cury che hanno riacceso il dibattito sul destino del centrocampista. I bergamaschi devono scegliere se monetizzare già a gennaio, quando il valore del brasiliano sarebbe più alto, aspettare giugno, con un prezzo inevitabilmente ridotto, oppure arrivare alla scadenza del contratto nel 2026 rischiando di perderlo a parametro zero. Una strada che il club vorrebbe evitare, anche perché imporrebbe l’acquisto di un sostituto all’altezza.
La minaccia dell’articolo 17 e lo scenario peggiore
Nonostante la possibilità di incassare comunque una plusvalenza — Ederson a bilancio pesa appena 5 milioni — esiste un problema che potrebbe complicare tutto. Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, l’entourage del giocatore potrebbe ricorrere all’articolo 17 del Regolamento FIFA, una norma che consente lo svincolo unilaterale dopo tre anni di contratto per chi aveva meno di 28 anni al momento della firma.
L’utilizzo dell’articolo 17 richiede tre condizioni: comunicare la volontà di rescindere entro 15 giorni dall’ultima gara stagionale, rinunciare a trasferirsi in club dello stesso campionato per 12 mesi e corrispondere un indennizzo determinato da criteri oggettivi come stipendio e durata residua del contratto.
Un precedente recente, quello dell’agente di Kvaratskhelia che minacciò il Napoli, fa capire quanto questo strumento possa mettere pressione alle società.
Per l’Atalanta, insomma, la scelta non riguarda soltanto il prezzo: si tratta di evitare che un asset importante possa improvvisamente perdere valore o, nel peggiore dei casi, svanire quasi del tutto.

