Napoli Basket, Rizzetta a CN24: "Voglio imparare da De Laurentiis! Abbiamo visione internazionale, ho un messaggio per i tifosi" | VIDEO

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Napoli Basket, Rizzetta a CN24: Voglio imparare da De Laurentiis! Abbiamo visione internazionale, ho un messaggio per i tifosi | VIDEO

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Ultime notizie SSC Napoli - Domenica contro Udine alle ore 17 va in soffitta la stagione della Guerri Napoli che chiude il campionato mancando l'obiettivo societario dei playoff, ma con l'idea di provare a strappare una wild-card per l'EuroCup, la seconda manifestazione continentale. 

Ne è conscio il presidente Matt Rizzetta, che ai microfoni di CalcioNapoli24 fa il punto sulla stagione. Non è soddisfatto, ma ha lo sguardo verso il futuro dopo un anno con due allenatori e un mercato che ha cambiato mezza squadra. Come ripartire? Piena fiducia al general manager James Laughlin, una certezza come Jasmin Repesa in panchina, una prospettiva sull'ipotesi nuovo palazzetto visti i buoni rapporti col Comune di Napoli.

Napoli si è salvata e questo è un primo dato positivo. Non ha centrato però quello che era l’obiettivo prefissato a inizio stagione, ovvero i play-off. Ci ha raccontato il suo rammarico per questo mancato obiettivo, ma ha anche rilanciato per la prossima stagione, avendo capito magari anche quali sono stati i passi falsi di quest’anno.

“È stata un’annata di transizione, di ambientamento e giustamente c’è rammarico per non aver raggiunto una qualificazione nelle posizioni per i play-off, io ci tenevo tantissimo a regalare a questa piazza una cosa che mancava da 20 anni. Comunque non mollerò mai, quindi siamo già al lavoro per regalare alla piazza, per la prossima stagione, un obiettivo che forse è mancato quest’anno. Sono consapevole che non sarà facile. Comunque abbiamo imparato tanto e penso che la piazza vedrà un Napoli Basketball molto più ambizioso, molto più affamato e molto più in parallelo con la mentalità napoletana che tutti noi vogliamo rappresentare”

Avete chiesto alla FIBA una wild card per fare le Coppe Europee, in particolare ovviamente l’EuroCup, che è la porta di accesso. Che speranze pensate di avere?

“Una visione internazionale europea per noi è una cosa fondamentale per il progetto, quindi ci tenevamo tantissimo a qualificarci, a candidarci per una coppa europea. Comunque c’è anche là un po’ di dolce amarezza, perché ci tenevamo a qualificarci sul campo. Non ci siamo riusciti, ma rimane sempre un obiettivo importante per noi e cercheremo in ogni modo di portarlo in porto”

Coach Magro, che voi avete voluto e al quale avete proposto e fatto firmare un contratto triennale, si è subito conquistato la piazza perché oggettivamente era un bravo coach ed è una brava persona. Però era anche sembrato evidente, a un certo punto, che non riuscisse più a tenere lo spogliatoio, detto in maniera un po’ brutale. Forse siete intervenuti un po’ troppo tardi per mettere a posto questa situazione? È questo forse il rammarico più grande per questa stagione?

“È difficile riscrivere la storia senza capire come sarebbe andata a finire se noi avessimo anticipato una decisione del genere. Comunque coach Magro, e io voglio ringraziarlo per aver sposato il progetto, andrà ricordato sempre come il nostro primo coach e ho tantissimo rispetto per lui e per tutto quello che ha fatto sia per noi sia per il basket italiano. È stata una decisione sofferta, è stata una decisione ragionata anche per un paio di mesi. Poteva andare diversamente se noi avessimo anticipato la decisione? Io intuitivamente direi di sì. Comunque la storia è sempre facile da riscrivere, quindi non avremo mai questa certezza”

Si riparte con Jasmin Repesa in panchina, che ha un’esperienza enorme anche da un punto di vista europeo e può aiutare la società a crescere con il general manager James Laughlin. Che prospettive bisogna avere per la prossima stagione, a prescindere dalla qualificazione o meno tramite wild card europee? L’impegno societario, comunque, a seconda della qualificazione europea, cambierà oppure no?

“Per quanto riguarda il rapporto e il ruolo di coach Repeša, sicuramente lui è uno dei coach più importanti a livello europeo degli ultimi 20-30 anni e noi assolutamente dobbiamo sfruttare la sua esperienza e la sua capacità decisionale dell’ambiente, specialmente se noi, toccando ferro, possiamo ricevere questa wild card per andare in Europa. Il rapporto tra coach Repesa e James Laughlin per me è stato qualcosa di ben studiato. James, conoscendo bene il mercato americano e ormai facendo la sua esperienza qui in Italia, penso che la combinazione di James e coach Repesa sarà una combinazione molto forte e cercheremo di dire la nostra senza prefissare obiettivi, perché non abbiamo nemmeno concluso questo campionato in corso. Comunque sicuramente quest’anno difficilmente riuscivo a dormire sapendo che non siamo entrati nella griglia play-off. Quindi l’anno prossimo cercheremo sicuramente di inserirci in questa griglia e poi, se avremo questa wild card in Europa, non vogliamo andarci solo per partecipare”

Per quanto riguarda le strutture, lei aveva già l’anno scorso detto: “Voglio migliorare il PalaBarbuto e poi vediamo il futuro cosa ci riserverà”. Lei ha pubblicato dei render di progetti futuri, ma per quanto riguarda l’interazione con il Comune: lei ha incontrato il sindaco Manfredi, che risposte ha avuto in un territorio dove costruire non sempre è semplice?

“Ci sarà altra occasione per parlare del nuovo palazzetto. Io posso dire questo: stiamo lavorando sodo. Il nuovo palazzetto è una priorità assoluta. Abbiamo ricevuto un’accoglienza dal Comune in pienissimo allineamento con la nostra visione e comunque nel futuro credo che avremo un’altra conferenza per presentarvi un progetto ben più preciso”

Qui a Napoli chiaramente il calcio fa da padrone e ha conosciuto la famiglia De Laurentiis. Come le è sembrata e come si è posta verso di lei?

“Guarda, io essendo una figura abbastanza nuova qui a Napoli, volevo venire con massima umiltà e consapevolezza che io qui non ho fatto nulla. Quindi dalla famiglia De Laurentiis voglio continuare a imparare e capire come loro hanno trovato una piazza dopo un fallimento, se non erro, e all’inizio non è stato così facile, ripartendo dalla Serie C. Non credo che abbiano vinto la Serie C dal primo anno, ma poi nel giro di 20 anni hanno portato Napoli fino al tetto non soltanto d’Europa ma del mondo, diventando una delle società calcistiche più rispettate al mondo. Quindi io sto cercando di portare avanti più o meno lo stesso tipo di progetto, anche se noi avremo uno stile forse un po’ diverso. Comunque più o meno le ambizioni, in un altro sport, sono sempre le stesse. Io voglio cercare di imparare da lui e dalla sua famiglia il più possibile”

Lei ha detto che cercherete di costruire un roster ancor più competitivo. Alibegovic e Petrucelli sono nomi fattibili, plausibili oggi?

“Io non intervengo nell’area tecnica. Comunque tutto quello che sarà richiesto sicuramente verrà colto”

Un ultimo flash: Shaquille O’Neal è ancora possibile? È ancora una suggestione oppure c’è qualcosa in più di concreto?

“No, no. Guarda, con Shaq, come ho detto l’anno scorso, purtroppo è un discorso un po’ particolare, difficile, perché c’è questo discorso dell’NBA expansion. Lui sta cercando, da quello che ho capito, di entrare in una nuova franchigia, poi ci sono conflitti di interesse e tutte queste cose. Comunque rimane sempre un nostro amico coinvolto nel suo modo. Abbiamo avuto il piacere di ospitare la sua famiglia l’anno scorso e li accoglieremo sempre a braccia aperte"

Un messaggio ai tifosi. Che cosa vuole dire a quelli che vi hanno sempre seguito tutta la stagione e che lo faranno anche adesso all’ultima giornata?

"Continuate a sostenerci, a starci vicini e cercherò, nel nome del Napoli Basketball, di regalarvi tutto quello che secondo me e secondo noi voi meritate, cioè un progetto serio e un obiettivo ambizioso, come lo è Napoli come piazza"

Quest’anno il palazzetto raramente ha fatto sold out, a prescindere dai risultati, devo dire, perché anche quando andava bene non si riempiva. Quanto è amareggiato o comunque insoddisfatto di questa situazione? Dove vede la causa, dove si può migliorare in questo senso?

“Guarda, queste cose purtroppo non sono una scienza esatta. Per quanto riguarda il pubblico, io non ho mai sentito una mancanza di attaccamento importante dalla piazza. Mai, mai, mai. E io non conto ogni posto in palazzetto per decidere se questo progetto è vincente o fallimentare. Comunque faremo sicuramente delle nostre riflessioni per migliorare per l’anno prossimo. Io mi ricordo benissimo un certo Mark Cuban, quando ha rilevato i Dallas Mavericks, e lui ha detto che ha speso quasi un anno e mezzo chiamando personalmente ogni tifoso, prospettandogli il palazzetto. Poi nel giro di due-tre anni è diventata una delle franchigie più valutate e importanti nell’ambito mondiale. Questo è più o meno un pizzico di innovazione che cercheremo di fare”

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