10-04-2026
21:15
Notizie Basket Napoli - Jasmin Repesa, nuovo coach della Guerri Napoli Basket, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club.
Coach, sembra quasi che si sia compiuto un destino: ci siamo incontrati qui a novembre e tu avevi detto una frase molto significativa: “Quando vengo a Napoli sto bene.”
È vero, è successo qualcosa di non prevedibile, ma a volte nella vita le cose accadono così.
Hai sempre detto di non essere solito prendere una squadra a campionato in corso, soprattutto a cinque partite dalla fine. Cosa ti ha fatto cambiare idea?
Sono conosciuto come un allenatore che costruisce passo dopo passo un sistema di gioco, che fa crescere soprattutto i giovani e porta i giocatori più esperti al loro massimo livello. In questo modo si trovano risultati e si vede una squadra migliorare durante l’anno.
Questa situazione è completamente diversa: restano solo cinque partite. Mi è già capitato qualcosa di simile, ma quello che mi ha convinto è stata la società: le persone, il progetto, la programmazione. C’è una visione con grandi ambizioni, senza limiti. Lavorando insieme, sono sicuro che dal punto di vista tecnico posso aiutare a raggiungere obiettivi molto importanti.
Hai detto che bisogna tornare alle cose semplici. Quali sono, per te, le “cose semplici”?
Nella vita, fare le cose semplici significa mettersi nelle condizioni giuste per affrontare quelle più difficili con tranquillità.
Nel basket, le cose semplici sono: impegno fisico e mentale, comunicazione, connessione difensiva, correre bene, essere aggressivi in attacco, andare a rimbalzo, muovere la palla velocemente, evitare errori e non concedere canestri facili.
Quando queste basi funzionano, allora anche il sistema di gioco – in attacco e in difesa – diventa più efficace. E con più tranquillità si trovano tiri migliori: prima quelli facili, poi anche da tre punti diventa tutto più semplice.
Hai parlato anche di “tranquillità” e hai definito la squadra mentalmente sbilanciata. Ce lo spieghi meglio?
C’è un motivo: i cambiamenti nel roster, con quattro nuovi giocatori, hanno inevitabilmente alterato la chimica della squadra.
In queste situazioni, ognuno deve dare qualcosa in più di sé. Solo sacrificando qualcosa per il bene comune possiamo tornare sulla strada giusta. Bisogna pensare al successo della squadra, non ai numeri individuali: punti, assist o altro.
Il messaggio è chiaro: serve senso di urgenza e responsabilità individuale. Ognuno deve dare il massimo possibile in questo momento.
Non hai una bacchetta magica, ma ti aspetti una reazione già nella prossima partita in casa?
Assolutamente sì. Sono sicuro di riuscire a trasmettere energia, con messaggi chiari, precisi e soprattutto positivi.
Il mio obiettivo è tirare fuori il massimo da ogni giocatore: dal punto di vista fisico, tecnico e mentale. Se ci riusciremo in questi giorni, vedremo un gruppo diverso.
E probabilmente anche un palazzetto diverso: i tifosi sono entusiasti del tuo arrivo.
Non sono sui social, ma posso dire che in tutte le squadre in cui ho lavorato – questa è la settima in Italia – ho sempre lasciato ottimi rapporti. Anche a Trapani, per esempio, ho lasciato una parte del cuore.
Da fuori, che impressione ti fa Napoli come realtà cestistica?
Devo ancora conoscerla bene, ma posso dire che ho trovato una proprietà e una società straordinarie, con un progetto importante e grandi ambizioni.
Questa settimana però dobbiamo concentrarci solo sulla partita: affrontiamo una squadra che non è superiore a noi, ma che ha vissuto problemi simili ai nostri e ora ha ritrovato chimica e gioco.
Dobbiamo pareggiare la loro energia, la loro grinta e la loro voglia di vincere: questo è il punto di partenza.
Hai detto di aver lasciato un orto a casa per venire qui… ne troverai uno anche a Napoli?
Per questa settimana no, pensiamo solo al lavoro. Poi vedremo. Il clima è simile a quello della mia città, quindi ci sarebbero tutte le condizioni per coltivare.
Vuoi dire qualcosa ai tifosi prima di salutarci?
Mi piacerebbe vederli ancora più numerosi domenica. Abbiamo bisogno del loro aiuto: squadra, dirigenza, staff, tutti insieme per provare a vincere questa partita.
Come ho detto in conferenza: “Vedi Napoli e poi muori”. Non volevo smettere senza vivere Napoli e stare con voi. Speriamo di restare un po’ più a lungo.
09/04/26, 22:15
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