Corbo: "De Laurentiis non perdona un mancato acquisto a Mazzarri. Con Benitez svolta internazionale"
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L'editoriale di Antonio Corbo sulle pagine di Repubblica: ACCORDO ancora lontano, ma possibile. Basta per eliminare il più infido dei sospetti sulla fuga di Mazzarri. Il Napoli non vuole perdere quota, è pronto ad investire, si ripresenterà in Champions con dignità. Se si fida Benitez, se un giramondo scaltro ascolta con interesse De Laurentiis, chi e che cosa paventava il tormentato profeta della difesa a 3? Benitez, laurea in scienze motorie, apprendistato accanto ad allenatori come l’olandese Leo Beenakkher, maestro della difesa alta, una vita università e campo, carriera in chiaroscuro prima di affermarsi a Valencia e Liverpool. Ha ora voglia di accreditarsi in Italia dopo il flop con l’Inter. È personaggio cospicuo, che offre una opportunità. Ristrutturare su modelli europei il Napoli che ha un fertile marketing, buoni risultati anche economici, incassi record, formidabile staff sanitario. Ma il Napoli va completato. Ha uno stadio indecente e un settore giovanile di ingiustificato precariato. Benitez o un altro: è il momento di una nuova politica, investire in giocatori importanti come nel vivaio, per vincere oggi e ancora meglio domani. Mazzarri sostiene che la squadra non avrebbe più risposto alle sue sollecitazioni. Si ridimensiona: fa intendere che il suo migliore pregio è motivare i giocatori. Ma questi vanno anche scoperti, formati, valorizzati. Nessun giovane, neanche un talento come Insigne, è esploso. Denis, Cigarini, Victor Ruiz, Fernandez, El Kaddouri meritavano più attenzione, se non Vargas e Chavez. Mazzarri si è molto dedicato a Grava, Pazienza, Aronica, Cannavaro, Zuniga, Behrami elevandone a dismisura il rendimento. Deludenti Britos, Inler, Gamberini, Rolando, fino a poco fa Dzemaili. Si sono perse le tracce di Donadel, Mesto, altri. Mazzarri e Bigon: chi li ha davvero voluti? Il presidente si lamenta ancora del mancato acquisto di Verratti, «giocatore da prendere e lasciare a Pescara », vero? Verratti ora pendola tra Paris Sain Germain e Real Madrid. Mazzarri lavora con immensa passione e competenza nei giorni feriali. Si ostina però su uomini fidati e schemi. Preferisce le ripartenze al possesso palla, quindi non vuole palleggiatori a centrocampo. Ha il merito indiscusso di trarre il massimo da modulo e la squadra tipo. Se lascia gli stessi giocatori temendo però che sia finito per sé e per loro un ciclo, ammette di non aver indovinato o tentato innesti e ricambi per dare continuità. Quattro stagioni che gli fanno onore. Bilancio positivo. Peccato che proprio l’ultimo giorno abbia rivelato: «Non ho incontrato nessun altro club. C’era a parlare Bozzo per me». Teneva i contatti per lui. È stato bravo, quindi. Firma un secondo posto, pur avendo allenato con la testa divisa tra il Napoli e il suo segretissimo futuro.

