"Se non sei forte mentalmente vai giù...": dall'incubo alla commozione, finalmente Camilo
11:30
VIDEO ALLEGATI
di Claudio Russo – twitter:@claudioruss
"Sono molto contento per essere tornato in campo, sono molto emozionato. Finalmente sono tornato a fare quel che più mi piace". Quando inizia a parlare in mixed-zone, Camilo Zuniga è piacevolmente rilassato. Mancava da ben 145 giorni, un'enormità. Ultimo match Inter-Napoli, datato 19 ottobre. Da lì in poi, il nulla.Ancora una volta il ginocchio, quello che gli fece saltare tre quarti di stagione nel 2013/2014. Mentre Insigne faceva crac e finiva sotto i ferri di Villa Stuart, Camilo Zuniga andava dal dottor Enrico Castellacci: il dolore che non va via, la decisione di provare una cura insolita con le cellule staminali, i tempi di recupero mai pienamente stabiliti. Rafa Benitez deve rinunciare ad uno dei suoi terzini, deve rinunciare alla sua spinta e ai suoi dribbling, e devono rinunciare a Zuniga anche i tifosi ormai abituati alla sua assenza da un anno. Come quegli amori che, dopo un lungo giro, sono destinati a ritornare; così Camilo Zuniga ed il Napoli, con il ritorno in campo per gli ultimi dieci minuti di partita.
La scelta di mandarlo in mixed-zone per le interviste è azzeccata, Camilo ha voglia di parlare: non solo della partita ("Ho visto bene la squadra stasera, non era facile reagire dopo il goal ma il mister sta lavorando molto sulla mentalità. Ora al ritorno non sarà semplice, le squadra russe sono difficili da affrontare. Ma prima testa alla prossima partita di campionato") ma anche e soprattutto dei momenti passati durante questi mesi, quando è rimasto ai box inattivo. Incapace di poter giocare, costretto a guardare i propri compagni: "Non è facile stare a guardare fuori dal campo, pensando che potresti dare una mano alla squadra. E' il momento più brutto per un calciatore, se non sei forte mentalmente rischi di buttarti giù ma ho sempre creduto di poter tornare...". Quando conclude la frase, quasi quasi si asciuga l'occhio da una lacrima che rischia di poter scendere. Inizia ad uscir fuori, di forza, il cuore di Camilo.
Poi, ovviamente, non possono mancare i classici ringraziamenti che vanno da Rafa Benitez che lo ha aspettato ("Benitez? E' stato molto importante per me in questi due anni. Quando si è infortunati è il momento più brutto per un giocatore, non puoi dare una mano ai tuoi compagni. Il mister mi è sempre stato accanto per rincuorarmi e darmi consigli"), e soprattutto i tifosi che gli hanno tributato un enorme applauso sia al suo ingresso in campo ma anche solo quando ha iniziato a spogliarsi per prepararsi al cambio ("L'applauso dei tifosi è stato emozionante, adesso penso solo a divertirmi in campo"). E allora bentornato Camilo, dalle lacrime di dolore e lo sconforto dell'infortunio alla commozione per il rientro. Un abbraccio caloroso che raccoglie Zuniga, Benitez, il Napoli ed i tifosi. Finalmente.
RIPRODUZIONE RISERVATA
