L'aveva già detto...Lui

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Diego Armando Maradona, quando parla, non è mai banale. Mai. Che sia una stoccata al presidente Aurelio De Laurentiis ("Può parlare molti di film e di attori e attrici, ma parlare dei giocatori tocca a Sarri"), oppure nei confronti dello stesso allenatore ("Ho tanto rispetto, ma con lui non avremo un Napoli vincente", avrà modo poi di ravvedersi). Detto questo, bisogna dare atto che, sebbene ogni tanto sia andato fuori dalle righe - ma ci sta, è Diego - l'occhio attento dell'argentino nove mesi fa ci aveva visto lunghissimo.

"Quale giocatore attuale porterei nel mio Napoli?" gli chiesero il primo marzo a Piùenne, e Diego rispose a Pierpaolo Marino: "Mi piace molto Koulibaly, così come Allan". Il preferito, però è un altro: "Se devo sceglierne uno dico Mertens. Perché proprio lui? Perché ha tutto: ha dribbling, sa giocare, sa fare squadra e ha un buon tiro dalla distanza. Sarri deve impiegarlo di più". Sul consiglio tattico soprassediamo, in quel Napoli Higuain era inamovibile ed Insigne viveva la migliore stagione della carriera. Ma sulla 'convocazione' in un Napoli leggendario, evidentemente, ci aveva giusto. A maggior ragione adesso, dopo sette gol in una settimana. 

Roba da cineteca, roba da Me-Gi-Ca (no, non siamo a Bèri): perchè la 'Vaselina' - Adani docet - di Mertens non avrebbe sfigurato nemmeno ai tempi in cui giocava quel numero dieci. Dries gradì eccome: "Ben detto, Diego", scrisse sulla pagina di Facebook. Perchè quando ti fa i complimenti una leggenda del club in cui giochi fa piacere. Emularla in campo con un colpo da applausi, e mettere assieme una statistica che nemmeno lui aveva collezionato...ancora di più.

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