Serie A, stretta sul "costo del lavoro allargato": la posizione del Napoli di ADL, c'entra Hojlund

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Serie A, stretta con la nuova norma sul costo del lavoro allargato: spunta la posizione di De Laurentiis e il Napoli anche a causa di Hojlund

Ultime notizie Serie A - Stretta sui bilanci per i club di Serie A, con la nuova norma che crea le prime tensioni. Alcune società, tra cui il Napoli, avrebero voluto l'ampliamento della deroga per gli Under 23 anche agli stranieri. Di cosa stiamo parlando? Del "costo del lavoro allargato".

Costo del lavoro allargato: la posizione del Napoli

L'edizione odierna de Il Mattino ne parla e svela la posizione del Napoli di De Laurentiis:

"Hojlund [...] i 50 milioni complessivi del suo cartellino (6 per il prestito e 44 per l'obbligo di riscatto dallo United alla prossima qualificazione Champions) sono un problema molto più serio per il bilancio e il futuro partenopeo. Non è un caso che, dopo vani e ripetuti confronti sulla possibilità di mantenere l'80% del "costo del lavoro allargato" nel 2026, nel Consiglio federale di lunedì scorso il dg dell'Atalanta Umberto Marino abbia provato a spingere l'istanza della Lega Serie A di tenere gli Under 23 fuori dal calcolo del 70%, previsto nel nuovo anno. In prima fila De Laurentiis: avrebbe potuto "liberarsi" proprio del gravoso ammortamento del 22enne Hojlund. Atalanta, Lazio, Fiorentina, Torino e Genoa sarebbero quelle con le stesse grane e ne avrebbero tratto giovamento a rimorchio. La Figc di Gravina gli è andata (diabolicamente) incontro, ma in realtà favorendo solo il movimento italiano: esclusi dal conteggio gli Under 23 sì, ma non gli stranieri, solo quelli convocabili in azzurro. Vanno rilanciati i vivai, mica trovate soluzioni alle tasche dei patron. Eppure così i conti non tornano di nuovo: tanti club tremano e rischiano di dover fare più plusvalenze (già in inverno) o, peggio ancora, di rimetter mano al proprio portafoglio".

Hojlund e De Laurentiis

Costo del lavoro allargato in Serie A: cos'è e cosa cambia

Il Consiglio Generale ha approvato lo schema del Manuale delle Licenze Nazionali per la stagione 2026/27, che prevede due modifiche sostanziali: la prima riguarda il valore dell'indicatore del costo del lavoro allargato, utilizzato per il blocco del mercato. Si tratta, in estrema sintesi, dell'incidenza dei costi per il personale sul bilancio dei club, e il valore è passato dall'attuale 0.8 a 0.7. Insomma dall'80 al 70%. La stretta, però, esclude i costi per i calciatori Under 23 selezionabili per le nazionali azzurre (i giovani italiani, insomma). Sta qui la seconda novità, messa a punto con l'obiettivo di favorire l'investimento sui vivai: saranno esclusi dal numeratore il costo e i relativi ammortamenti dei calciatori Under 23 degli italiani.

Alcune società saranno probabilmente obbligate a fare più plusvalenze possibili per non andare incontro al blocco del mercato. È, ad esempio, il caso della Lazio che, non avendo "azzurrabili" Under 23 in casa, dovrà rivedere le sue strategie per gennaio, con un mercato che rischia di passare dal "saldo zero" alla "caccia alle plusvalenze" per evitare altri impedimenti per la prossima estate. 

Lotito e De Laurentiis

Entro domenica 30 tutti i club di Serie A dovranno inviare i bilanci (fotografati alla trimestrale del 30 settembre) alla nuova Commissione, che li analizzerà e trasmetterà alla Federcalcio per l'ok formale e definitivo: lì scopriremo se altre società nuotano nello stesso pantano. Non è però quel controllo che spaventa davvero la Serie A, quanto quello del prossimo anno. Il Consiglio federale ha infatti approvato lo schema del manuale delle licenze nazionali (a giorni il dispositivo) e, a partire dalla finestra di trasferimento dell'estate 2026 (ma le società dovranno fare attenzione anche nel mercato di gennaio), il valore dell'indicatore dovrà rispettare il nuovo parametro, pena il mercato bloccato. La Figc ha solo rispettato le linee guida Uefa, che a sua volta incombe con altre multe salate per chi, a dicembre, avrà già sgarrato.

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