Pelillo...nell'uovo - Due grossi equivoci che trasmettono insicurezza...

Rubriche fonte : Marcello Pelillo per CalcioNapoli24.it
Gennaro Gattuso, allenatore del NapoliGennaro Gattuso, allenatore del Napoli

Napoli-Milan, il commento

Un tonfo, il terzo stagionale in casa. E non si dica che il fattore campo non esiste perché manca il pubblico. I numeri generali dicono altro. È il Napoli che ha problemi a stare in campo e ad approcciare alle gare da troppo tempo. Quando è accaduto con squadre di blasone non eccelso, si è pensato alla leggerezza, alla superficialità, alla troppa sicurezza. Fattori che, in ogni caso, se si ripetono in un arco temporale breve, denotano comunque una problematica. L'eccesso di sicurezza con la "piccola" capita anche alla "grande" del calcio europeo, ma in un lasso di tempo ragionevole tra una gara e l'altra. La partita di ieri, l'approccio alla capolista che avrebbe concesso l'occasione di mettersi in testa, non può essere sbagliato, significa che c'è qualcosa che non funziona.

Intanto sembra mancare spesso l'equilibrio a questa squadra schierata con troppi elementi offensivi. E non è una questione di numeri e moduli, bensì di caratteristiche e di scelte. Quattro calciatori offensivi più Fabian al centro, e decisamente fuori ruolo, non si possono sostenere sempre, non può essere la regola e non esiste nessun calcio che si può allontanare da un cardine indiscutibile, un dogma, che si chiama equilibrio. Da questo punto oggettivo poi vanno analizzate le ipotesi sull'approccio sbagliato. La squadra non equilibrata in campo può trasmettere subito insicurezza al gruppo con conseguenti approcci sbagliati. L'allenatore è un lavoro molto difficile perché oltre a saper scegliere lo schieramento efficace, deve anche essere in grado di convincere la squadra che quelle scelte siano vincenti. E quando si vede qualcuno dalle retrovie cincischiare troppo per rimettere in gioco il pallone nel modo in cui gli ordina l'allenatore, viene da pensare che, forse, gli uomini in campo non siano proprio tutti convinti di poter giocare in un certo modo. Ancor più anomalo è stato vedere nemmeno un veterano richiamare il "temporeggiatore" ad essere più rapido. Un segnale che sembra essere passato in sordina, ma non può essere stato così in seno al gruppo e tra le mura dello spogliatoio.

Scelte tattiche non equilibrate e non trasmesse efficacemente alla squadra possono incidere nella testa con mancanza di convinzione. Una scelta particolare merita di essere approfondita. Fabian Ruiz gioca chiaramente fuori ruolo. È una mezzala e fino a quando ha giocato da mezzala, ha fatto vedere dei pregi e ha nascosto qualche limite. È un calciatore dalle caratteristiche limpide non inequivocabili e davanti alla difesa mette in risalto tutti i suoi difetti. Intanto ha padronanza con un solo piede e perde il tempo della giocata per sistemarsi il pallone sul piede buono. Quando ciò accade mentre si è in regìa si ha un effetto chiaro: rallentamento del gioco e perdita dell'attimo giusto, della ripartenza che può essere cruciale. Inoltre non è costante, è la classica mezzala, o centrocampista d'attacco, che non conserva la costanza mentale quando è in campo. Il calcio è ricco di atleti così, da sempre. Nel ruolo di regista, la concentrazione costante è fondamentale. Le pause non sono concesse davanti alla difesa perché ogni distrazione può essere pagata a caro prezzo. Terzo punto, il contrasto e la velocità. Non è un incontrista e per sopperire a questa mancanza, che pesa di più stando al centro del campo, ha bisogno di almeno due compagni di reparto di ruolo, altrimenti tutto il lavoro di contrasto va a carico di Bakayoko con palesi difficoltà in termini di equilibrio.

Avere un centrocampo poco equilibrato e un calciatore decisamente in difficoltà in quella posizione, trasmette insicurezze anche alla difesa che può commettere degli errori anche clamorosi. Nel Napoli, insomma, sembrano esserci due grossi equivoci. Voler giocare sempre con cinque calciatori offensivi, considerare Fabian centrale davanti alla difesa. Il lungo confronto di ieri sera avvenuto nel ventre del San Paolo dovrebbe aver prodotto qualcosa di positivo. L'unica certezza è che domenica, contro la Roma, è già decisiva per l'alta classifica ma in mezzo c'è una gara da vincere necessariamente per non compromettere il passaggio del turno in Europa League... Vedremo....

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