IL GIORNO DOPO la trentatreesima giornata... la decenza di non parlare, l'effimera illusione ed i piedi di Andujar

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Il giorno dopo la trentatreesima giornata, il turno infrasettimanale dura tre Si inizia al martedì con l’Inter che ha bisogno di un rigore regalato e della doppia superiorità numerica per passare ad Udine. Per i bianconeri a segno l’eterno Di Natale, classe ‘77 che raggiunge R.Baggio nella classifica dei marcatori di tutti i tempi nella massima serie, 205 reti. Onore e complimenti all’attaccante napoletano.  

Il giorno dopo la trentatreesima giornata, si continua al mercoledì. Al “vecchietto” Di Natale, risponde l’altro “vecchietto” del campionato, Luca Toni. Contro la Sampdoria infila la rete n° 19 della stagione. Complimenti anche a lui. A S. Siro il Genoa travolge il Milan, prossimo avversario del Napoli in campionato. I rossoneri perdono partita e giocatori. Menez, Abate e Mexes salteranno per squalifica la gara del S.Paolo. Approfittano del turno favorevole Lazio e Roma che travolgono Parma e Sassuolo e allungano momentaneamente sul Napoli.  

Il giorno dopo la trentatreesima giornata, al Napoli corre l’obbligo di tenere il passo. Solita rotazione di Benitez in attacco. Restano fuori Insigne e Gabbiadini, tra i più in palla. La loro assenza, ovviamente, finirà per condizionare anche la prestazione di Higuain. Questa volta la rotazione coinvolgerà anche il reparto arretrato. Esce Albiol e gioca Koulibaly. Non ne indovinerà una. Non si vedeva dallo sciagurato passaggio all’indietro contro il Torino. Avremmo preferito non rivederlo.

Il giorno dopo la trentatreesima giornata, pronti via e gli azzurri ci capiscono poco. Sarri, uno che in carriera non ha vinto nulla, un’Eccellenza toscana e una Coppa Italia di serie D, schiera il suo Empoli altissimo. Linea di difesa quasi a centrocampo e attaccanti e centrocampisti pronti a pressare. Ai distratti, può sembrare che i toscani corrano tantissimo. E’ vero solo in parte: corrono in una porzione di campo molto limitata. E’ più facile e meno dispendioso. E gli spazi si riducono e i raddoppi vengono quasi naturali. La pochissima qualità dei quattro di difesa, Maggio, Ghoulam, Britos e Koulibaly, farà il resto. Gli unici palloni giocabili che escono dalle retrovie del Napoli, li calcia Andujar. Uno che con i piedi, non ha nulla da invidiare ai suoi compagni di reparto. Ed è quanto dire. Dei centrocampisti Gargano e Inler, abbiamo la decenza di non parlare.

Il giorno dopo la trentatreesima giornata pochi minuti e Koulibaly si perde Maccarone che infila il portiere argentino. Sul finire della prima frazione, l’Empoli ne segnerà altri due. Koulibaly, ancora lui, lascia un cross al suo avversario dalla linea di fondo. Sullo sviluppo dell’azione, sfortunata autorete di Britos. Poi, con semplicità disarmante, i toscani entreranno nella difesa del Napoli e Saponara infilerà il terzo. Nell’azione Koulibaly si gira come già fatto altre volte; impensabile per un giocatore della massima serie. Nel mezzo, nessuna reazione del Napoli che, nei primi 45 minuti, non la vedrà proprio. Higuain mai messo nella condizione di calciare a porta. Un disastro.

Il giorno dopo la trentatreesima giornata Sepe, Hysaj, Tonelli, Rugani; Laurini, Valdifiori, Croce Vecino; Saponara, Maccarone e Pucciarelli. Nel primo tempo questo undici, giocando nella maniera più semplice possibile, “palla avanti e palla indietro”, squadra alta e reparti stretti, infliggerà una sonora lezione di calcio all’undici azzurro.

Il giorno dopo la trentatreesima giornata, la ripresa inizia come il primo tempo. Nessuna reazione ed Empoli padrone assoluto del campo. Benitez proverà a passare a tre dietro. Fuori un impresentabile Ghoulam per Albiol e getterà nella mischia anche Insigne e Gabbiadini. Arretra Hamsik e qualcosa si vede. Lo slovacco, arrivando da dietro, propizierà l’autorete di Laurini. Effimera illusione, Il Napoli beccherà anche il quarto. Da azione d’angolo, un classico. E con questo sono 13 in campionato. Britos, paurosa la sua prova, proverà un assurdo anticipo di testa. Manco a dirlo, lo mancherà. Pallone che sbatte sul sinistro di Albiol e frittata servita. Solo per gli almanacchi la rete di Hamsik nei minuti finali.

Il giorno dopo la trentatreesima giornata, molto probabilmente si conclude al Castellani la rincorsa del Napoli ad una posizione sul podio. E si conclude nel peggiore dei modi. Con una sconfitta quasi storica per gioco e risultato. E sul banco degli imputati finiscono tutti. Dal primo all’ultimo. Allenatore compreso che avrebbe dovuto “abbassare” i piedi buoni – o inserirne altri, Insigne - per uscire a “palla pulita”. E invece ancora con Gargano e Inler in mezzo al campo che non l’hanno mai presa. E quando l’ha fatto, si era già sotto di tre reti. Bocciati tutti.

Il giorno dopo la trentatreesima giornata del resto, arrivare tra le prime tre, dopo che nelle ultime sei trasferte si sono fatti solo 3 punti contro il derelitto Cagliari. E quando tra andata e ritorno, compagini quali l’Empoli e il Palermo, ti prendono 5 punti su 6 e ti rifilano 12 goal non è mica facile. E forse, non è neanche giusto.

Il giorno dopo la trentatreesima giornata, alla stagione di questo Napoli, quella che doveva essere la stagione della “verità”, resta una Europa League da conquistare. Per questa e per la prossima stagione. E quindi, contro il derelitto Milan, dentro tutte le seconde linee. Inutile rischiare. La Coppa non la si può fallire. Se con il preliminare arrivarono Michu, De Guzman, Koulibaly e Lopez, non osiamo immaginare senza Champions cosa potrebbe “riservare” il mercato….

Stefano Napolitano

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