12-01-2015
18:00
Il giorno dopo la diciottesima giornata, è il giorno dopo la madre di tutte le partite. E, manco a dirlo, viene presentata come l’ennesima gara della possibile svolta. Come se queste gare valessero più dei soliti tre punti. Punti di vista. Per “svoltare” la stagione, Benitez si affida ai soliti. Ancora maglia da titolare per De Guzman e ancora panchina per Mertens. A D.Lopez e Gargano il compito di tenere il centrocampo.
Il giorno dopo la diciottesima giornata S.Paolo da brividi. Cori, canti e luci e le note di Pino. E lacrime. Pronti via e il Napoli sembra temere oltre misura la Juventus. Decide di “prima non prenderle” e aspetta i bianconeri nella propria metà campo. Del resto l’impiego di De Guzman “scopre le carte”. Già assente Ghoulam, il Napoli su quella fascia non spingerà fino all’ingresso di Mertens. La fase offensiva è affidata a sporadiche ripartenze e, in una di queste, De Guzman da sei metri si divora il pallone del vantaggio. Purtroppo, il calcio è crudele. Goal sbagliato, goal subito. E Pogba si inventa una mezza girata al volo e la prima frazione si chiude così. Un tiro per parte. La differenza è che De Guzman l’ha tirata in curva e il francese no.
Il giorno dopo la diciottesima giornata nella ripresa intorno al 15° Benitez getta nella mischia Mertens. Il belga entra subito in gara e crea scompiglio sull’out sinistro. Da una sua iniziativa nasce il corner che permette a Britos di pareggiare. La Juventus sembra accusare il colpo. Ma al Napoli forse mancano le forza e il coraggio per ribaltare l’incontro. E allora i bianconeri passano ancora. Punizione lenta e di facile lettura a centro area. Rafael incollato tra i pali e Caceres in fuorigioco lo trafigge.
Il giorno dopo la diciottesima giornata Benitez le tenta tutte e infila dentro anche Gabbiadini prima e Zapata poi. Tra lo stupore generale, resta in campo De Guzman, spostato a correre al centro. Perché l’olandese questo è: un buon corridore. Il Napoli il pari lo trova. Ma Tagliavento non convalida per una presunta carica ai danni di Buffon. Il pallone del pari capita sui piedi di Zapata lanciato a rete da Ogbonna. Ma il colombiano la controlla male e la gestisce peggio e, alla fine, sceglie di lanciarsi per le terre. Inguardabile nell’occasione. A pochi istanti dal termine, Chiellini nega la gioia del pari ad Higuain e ad uno stadio intero. Sul ribaltamento di fronte, i bianconeri la chiudono in contropiede.
Il giorno dopo la diciottesima giornata, è una giornata triste ed amara. Il Napoli ha perso e la mitica “svolta” non si è verificata. I bianconeri sbancano il S.Paolo dopo più di dieci anni e resta il rammarico che l’abbia fatto con la peggiore Juventus vista a Napoli da dieci anni a questa parte. Gli errori/orrori di Tagliavento hanno indubbiamente condizionato la partita e, ognuno con il suo stile, sia De Laurentis e Benitez l’hanno sottolineato.
Il giorno dopo la diciottesima giornata, dopo il pari del Napoli è salito in cattedra Tagliavento che con le sue decisioni ha finito per indirizzarla per il “verso giusto”. Gli uomini di Allegri sono apparsi in debito di ossigeno e di idee e senza la spinta decisiva del direttore di gara, difficilmente avrebbero portato a casa il risultato pieno.
Il giorno dopo la diciottesima giornata, la “prestazione” di Tagliavento non deve comunque essere un alibi per un Napoli che nuovamente ha palesato limiti strutturali. I vari D.Lopez, De Guzman, Britos, gli stessi Gargano e Maggio, tutta gente brava a fare il compitino ma, a certi livelli, non occorrono diligenti scolaretti, ma bravi se non ottimi giocatori di pallone. Sono tutti elementi che in una rosa ci possono anche stare. Ma in una rosa e non tutti contemporaneamente in campo. E contro la Juventus.
Il giorno dopo la diciottesima giornata, vanno definitivamente in soffitta i sogni di gloria. Il ritardo dalle prime è abissale. Ci sarà da lottare e non poco per conquistare la terza piazza. Peccato perché la Juventus di quest’anno non è quella dello scorso anno. Ma neanche il Napoli. Rispetto alla scorsa stagione, gli azzurri accusano un ritardo di ben nove punti e un saldo in negativo sia rispetto a goal subiti che a quelli realizzati. La sensazione che si fosse usciti indeboliti dal mercato estivo era chiara, ora lo dicono anche i numeri.
Il giorno dopo la diciottesima giornata, il mercato di gennaio potrà spostare gli equilibri. Gabbiadini e Strinic, da soli non possano bastare. In mezzo al campo si decidono le gare e in mezzo al campo occorre qualità e non solo scolaretti. Il mercato invernale dello scorso anno, non incise più di tanto. Ghoulam, Henrique e Jorginho non misero e non tolsero tanto che il Napoli fece peggio nella seconda parte della stagione. E, anche in quella in corso, di Henrique e Jorginho si sono perse le tracce. E se si perdessero anche quelle di D.Lopez, male non sarebbe. Che non si ripetano gli stessi errori.
Stefano Napolitano
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