Taveggia: "A Napoli vincemmo lo scudetto ma ci riempirono di sale. Tuttosport ci definì omertosi, vi spiego"

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Taveggia: A Napoli vincemmo lo scudetto ma ci riempirono di sale. Tuttosport ci definì omertosi, vi spiego

Paolo Taveggia ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport

Ultime notizie - Paolo Taveggia, ex dirigente del Milan, in una intervista al Corriere dello Sport racconta alcuni aneddoti sulla sua esperienza a Milano:

"A Napoli vinciamo lo scudetto ma ci riempiono di sale. Dopo l’omicidio di Borsellino Berlusconi mi chiede di sospendere la presentazione del Milan e Tuttosport ci definisce omertosi. Galliani vuole licenziare Tarozzi dell’ufficio stampa per i biglietti omaggio dati a Tuttosport, evidente il riferimento a quell’articolo, e Marco viene salvato da Confalonieri. E poi i palloni dimenticati nella finale di Vienna e la cortesia di Eriksson, la finale persa col Marsiglia a Monaco e il lavoro per smascherare Tapie, la squalifica dopo Marsiglia e Galliani che licenzia Cantamessa. All’Inter le urla di Moratti per Baggio, promesso da Moggi e finito al Milan. Zanetti e la notte nella quale si aggiunge Rambert, il caso Kanu e la mancata visita medica, Paul Ince che convinco inseguendolo nella cucina di casa sua.

I tre amministratori delegati, Moretti, Ghelfi e Visconti, che non andavano d’accordo. Ottavio Bianchi e la guerra ai dirigenti fin dalla prima partita a Firenze, il divieto di presentarci ad Appiano, la scelta di Hodgson fatta da Facchetti e le promesse a Tabarez, Ancelotti e Capello, tutti e tre usciti da casa Moratti convinti di essere il futuro allenatore dell’Inter. Le telefonate mattutine di Facchetti che incolpava di tutto Mazzola".

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