L’architetto dello Juventus Stadium: "Vi presento il nuovo San Paolo: sarà un’agorà. De Laurentiis il vostro secondo vulcano"
08:50
Nell'edizione odierna de Il Mattino è possibile leggere l'intervista all'architetto Gino Zavanella, specializzato nella progettazione di impianti sportivi. Esordisce con testuali parole.«Il San Paolo sarà la più grande agorà di Napoli».
Lo Juventus stadium è una delle sue creature, un modello che Zavanella intende applicare. "Noi vogliamo un contenitore che non venga utilizzato solo il giorno della partita, ma sia un servizio al quartiere e deve nascere dall’esigenza della città. Non può e non deve nascere dalla mia matita o dalla testa di chissà chi. Nasce dalla sensibilità nel capire le reali esigenze della città e di chi fruirà quel contenitore, ecco perché immagino lo stadio come una agorà".
De Laurentiis non è tipo da stare a guardare, starà dicendo la sua con la consueta forza. "Voi a Napoli avete due vulcani: il Vesuvio e De Laurentiis".
In due anni i napoletani potranno avereun nuovo stadio? "È difficile poterlo dire adesso,il progetto ha bisogno di essere tarato, c’è bisogno di nuovi tasselli, i finanziamenti prima di tutto. È certo che il presidente farà un grande sforzo. Bisogna però tenere presente che il San Paolo in questi anni è stato molto trascurato. È dal 1990 che non si fanno lavori , gli impianti elettrici, quelli idrici, i bagni sono la priorità. Per gli interventi che renderannolo stadio più interessante servono tanti quattrini».
Faccia qualche esempio di rifunzionalizzazione degli spazi. «Il museo della squadra deve essere un luogo interattivo. Allo Juventus stadium è così e ha molto successo. Si può mai immaginare ancora un museo dove simettono nelle teche gli scarpini di Maradona o la maglietta di Giordano? Lo stadio va vissuto».
Dunque, c'è l'opzione di un San Paolo senza pista di atletica? "Secondo lei alla gente piace andare in uno stadio dove si è vicini ai giocatori e si vede la partita a bordo campo o no? Se non lavorassi nella prospettiva di fare quello che vuole la gente, starei sbagliando lavoro. Invece io ho la fortuna di fare il lavoro che desideravo fare da quando ho avuto la capacità di ragionare".
