L'editoriale di Mura: "Bravo Di Biagio, di più non poteva fare! Insigne uno dei peggiori fino al gol, ma che coraggio"
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Vi presentiamo di seguito l'editoriale di Gianni Mura per l'edizione odierna di Repubblica: "Un pari a Wembley vale sempre. Anche
Vi presentiamo di seguito l'editoriale di Gianni Mura per l'edizione odierna di Repubblica:
"Un pari a Wembley vale sempre. Anche in amichevole, anche propiziato dal Var. L’Italia, pur carica di difettoni e difettucci, stramerita il risultato per almeno due motivi. Uno è il diverso spirito con cui la squadra è scesa in campo. Spavalda, votata a un pressing alto che ha messo in seria difficoltà gli inglesi in casa loro. Più di tutti Stones, che nella circostanza non sembra valere i 56 milioni di euro pagati dal City all’Everton. L’altro è la reazione, specie nell’ultimo quarto d’ora, a un risultato ingiusto, a un gol da polli che aveva visto dormire tutta la nostra difesa mentre Lingard batteva velocissimo una punizione e Vardy, in solitudine, infilava Donnarumma. Il difettone era e resta quello già notato a Manchester e anche prima, in verità: si fa una gran fatica a fare gol, anche avendo, come a Wembley, tante occasioni. Immobile è riuscito a sciuparle tutte. Il gol di Vardy, inatteso, ha frenato gli ardori di qualcuno: Zappacosta, che era partito alla Djalma Santos, ha tirato i remi in barca, Jorginho s’è dedicato a una regia diligente ma non luminosa, Pellegrini e Parolo hanno perso molti palloni in zona calda, ma sono vivi, in una squadra più organizzata possono dire la loro. Continuo a non capire la scarsa considerazione per Cristante, forse il più in forma dei nostri centrocampisti. Chiesa ha inciso di più, s’è procurato il rigore. Insigne si era svegliato dopo un’intesa made in Napoli con Jorginho e tiro appena fuori. Una volta sveglio è andato a prendersi il pallone, l’ha messo sul dischetto e ha segnato l’1-1. Ci voleva un certo coraggio o una certa incoscienza. Per la cronaca, l’Italia non segnava da 374’. Fino al risveglio, Insigne era stato tra i peggiori, con Candreva, mentre la difesa nel complesso ha retto l’urto degli inglesi. Squadra che dà il meglio in contropiede, anche ieri, perché esterni molto tecnici e rapidi, anche se un po’ gigioni. Ora si tratta di aspettare il 20 maggio per sapere il nome del nuovo ct azzurro. Non serve a nulla, ma ripeto che avrei confermato Di Biagio. La rivoluzione non si fa in due partite, il miglioramento tra prima e seconda è innegabile. I federali hanno in mente altre e più costose scelte. Sia chi sia, ci vorrà un po’ di tempo, a meno che non sbocci all’improvviso una generazione di fenomeni. C’è un livellamento, tra titolare ed eventuale riserva le differenze sono minime, e anche questo complica le convocazioni. A tratti, Di Biagio ha mostrato un’Italia spuntata, tecnicamente non eccelsa, dotata di carattere e abbastanza capace di soffrire. Di più, sinceramente, non gli si poteva chiedere".
