L'editoriale di Corbo: "Napoli squadra delusa e stanca di sè stessa, Demme piccoletto che sa di non volare alto. Ospina teme la palla come fosse di fuoco"

Rassegna Stampa  
L'editoriale di Corbo: Napoli squadra delusa e stanca di sè stessa, Demme piccoletto che sa di non volare alto. Ospina teme la palla come fosse di fuoco

Di seguito l'editoriale di Antonio Corbo su Repubblica dopo la vittoria del Napoli in Coppa Italia contor il Perugia

Ultime notizie calcio Napoli - Di seguito l'editoriale di Antonio Corbo sull'edizione odierna di "Repubblica":

"La  vittoria con due gol di Insigne consegna il Napoli alla Coppa Italia, traguardo insperato nella terribile stagione, oltre che spiraglio per rivedere l’Europa. Ma lascia anche una strana immagine: un squadra delusa e stanca di se stessa, solo un anno fa sembrava depressa nell’eterno ruolo di anti-Juve, oggi non reagisce neanche a critiche, sconfitte, incerto futuro. Vede troppo lontana la qualificazione Champions e non si eccita neanche per questa vittoria che al San Paolo mancava dal 19 ottobre, parliamo dell’anno 2019. Anche Gattuso ha qualcosa da dire su questa vittoria, non gli piace perché dopo un primo tempo di morbida superiorità il Napoli lascia la scena al modesto Perugia del sempre combattivo Cosmi, gli consente il dominio della partita per il suo buon palleggio e la freschezza di qualche giovane.

Preoccupato, Gattuso trova l’atmosfera ideale per una polemica ordinaria. Non fu compreso il suo raffronto con Ancelotti e il vecchio Napoli, ci ritorna per spiegarlo ancora peggio, riesce tuttavia a  chiarire che non voleva offendere nessuno. Tranquillo, capitolo chiuso, figurarsi se Carletto è ancora offeso, all’Everton dov’è libero di vincere, guadagnare di più e dimenticare il suo Napoli sbagliato. In attesa che il tormentato allenatore esca dal labirinto di parole in cui in buonafede s’infila, vanno segnalate poche note positive . Di nuovo c’è Insigne. Staccandosi dal ritmo lento dei compagni trascina la squadra.

Segna tutt’e due i rigori, che potevano essere anche di più, ma crea anche disagi al Perugia,  giocando come preferisce, alto a sinistra. Lascia tracce per almeno due caparbi rientri. Nella sua accorata partecipazione c’è il primo confronto vinto da Gattuso sul più titolato collega. Per Ancelotti il capitano del Napoli era il problema, presenza ingombrante in un ruolo non suo, quarto a sinistra nel 4-4-2.

Un mediano quindi a coprire in verticale una fascia da sessanta metri. Ora Insigne sente il Napoli suo, con il piacere di guidarlo nella fase offensiva e ripagare la fiducia di Gattuso. Sul controlato gli fa eco Lozano, il “puntero” triste del calcio  messicano, chiacchierato per non aver confermato il valore espresso da cifra di acquisto e di ingaggio.

Lozano dà moderata vivacità sulla destra, opposto al ventenne terzino congolese Martochee Nzita, transitato da Kinshasa in Belgio, con 4 presenze nell’Anderlecht. Lozano senza stupire, vince il confronto indiretto con Callejòn, riapparso alla mezz’ora della ripresa dopo la presenza-assenza di sabato con la Lazio. L’impegno degli esterni, Insigne e Lozano, riduce l’efficacia della linea a 5 schierata da Cosmi, in un 5-3-2 apparso molto più  dinamico nel secondo tempo con l’ingresso a centrocampo del senegalese Amara Konate e di Dragomir, rumeno di Timisoara.

Due che elevano la pericolosità del Perugia, migliorano il possesso palla, giocano fluido mentre il Napoli di riflesso cala. L’atteso Demme, entrato per l’ultima mezz’ora con tutta l’enfasi del tedesco di nome Diego, potrà essere utile, magari arretranedola posizione a vertice basso della mediana, accanto ad Allan.

Piccoletto che sa di non volare alto, prudente ma assennato, con i suoi passaggi corti ma immediati, può dare ordine là dove il Napoli apre troppe falle. Il ritorno alla saggezza coinvolge anche Ospina. Dopo aver regalato la vittoria alla Lazio con lo sguaiato tentativo di dribbling a Immobile, rinvia subito e lontano.

Teme la palla come se fosse di fuoco. Il tiepido ottimismo non esclude l’obbligo di recuperare subito Meret, ma anche Koulibaly e Mertens, fantasma sotto i cieli d’Europa".

Antonio Corbo sul Napoli
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