Krol: "Il mio arrivo a Napoli merito di Juliano! Mi cercarono anche Milan e Roma, ecco come andò davvero. Non dimentico l'esordio e sullo Scudetto sfiorato..."

Rassegna Stampa  
Ruud KrolRuud Krol

News Napoli calcio, Krol racconta il suo passato in azzurro

Notizie Napoli calcio. Ruud Krol, ex difensore olandese del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Mattino alla vigila della sfida di Nations League tra Italia e Olanda:

Intervista Krol 

Krol, ora torniamo a quel settembre di 40 anni fa.
«Se sono venuto a Napoli è tutto merito di Juliano. Venne a casa mia ad Amsterdam a marzo e cominciò a parlarmi della possibile riapertura delle frontiere in Italia. Se ne parlava da mesi, ma non succedeva mai. A dicembre del 79 avevo avuto degli incontri con dei dirigenti del Milan e loro pure ventilavano questa ipotesi. A tutti noi piaceva l'idea di questa avventura italiana, in tanti in quell'Akax speravano di essere contattati. Venne da me anche Nils Liedholm e mi misi d'accordo per andare alla Roma ma quando vidi che passava del tempo e il blocco degli stranieri restava decisi di accettare l'offerta del Vancouver. Loro poi, nel frattempo, decisero di prendere Falcao. All'Ajax non volevo più stare. Era casa mia, ma avevo voglia di vivere un'altra esperienza. Per certi versi, capisco quello che sta provando Leo Messi a Barcellona».

Va in Canada ma Juliano non si arrende.
«Già, era convinto che a Napoli avrei preso in mano la squadra. Troviamo rapidamente un accordo. Partiamo per l'Italia dopo che ha trovato una formula di prestito per 7 mesi con il club canadese. Ma l'Ajax si impunta, non arriva il nulla osta e salto la prima partita. Una rabbia...».

E il primo impatto con i tifosi? 
«Ero arrivato da 24 ore e c'era al San Paolo il West Bronwich Albion che aveva in attacco un giocatore allora famosissimo, Cyrille Regis. Io ci tenevo ad affrontarlo. Non avevo fiato, ricordo ancora la stanchezza alla fine di quella partita».

Lo scudetto fu solo sfiorato.
«Per molti lo abbiamo perso per l'autogol di Ferrario con il Perugia, ma dobbiamo ammettere che quell'anno siamo andati molto oltre quelle che erano le nostre reali potenzialità. Se pensiamo a chi c'era nella Juventus e nella Roma, come qualità individuali noi eravamo una squadra inferiore. Ma la nostra forza venne dalle capacità di fare squadra che diede Juliano e Marchesi e da calciatori che avevano grandi qualità umane».

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