Il Roma - Il progetto Champions è fortemente a rischio, De Laurentiis ha mostrato la sua delusione dopo la partita peggiore dell'era Benitez

Rassegna Stampa ico calendario09-12-2014 ico orologio12:00 fonte : Salvatore Caiazza per Il Roma
Il Roma - Il progetto Champions è fortemente a rischio, De Laurentiis ha mostrato la sua delusione dopo la partita peggiore dell'era Benitez

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Il progetto Champions è fortemente a rischio. Dopo il pari interno con l’Empoli, il terzo consecutivo in campionato, anche il posto che porta ai preliminari della massima competizione Uefa non è più nelle mani del Napoli. Se lo è preso momentaneamente il Genoa che, con un fatturato molto basso, sta stupendo tutti giocando un gran bel calcio. Nulla, però, è perso. Serve un patto tra tutti per evitare che vada tutti a rotoli. La stagione è ancora lunga e arrendersi già da ora non sarebbe giusto. Certo, ci sono tante cose che non funzionano ma si può rimediare se ognuno fa la sua parte nel migliore dei modi. Ha fatto bene Benitez ad arrabbiarsi negli spogliatoi. De Laurentiis ha voluto mostrare tutta la sua delusione al termine dell’incontro tenendo tecnico e squadra a rapporto. Ma guai a mollare la presa. Se il Napoli ha saputo battere in quel modo la Roma significa che qualcosa di buono c’è. Non si può passare dalla prova eccelsa con i capitolini a quella pessima con l’Empoli. La peggiore dell’era Benitez. Non si era mai vista una formazione azzurra in balia degli avversari ed incapace di reagire. Certo, è arrivata la rimonta e si poteva pure vincere ma questo non salva nessuno. Si sono visti enormi limiti fisici, tattici e mentali. Il carattere è andato a farsi benedire. Nessuno ha avuto la forza di svegliare il gruppo. I toscani sono stati colpiti solo quando sono rimasti addirittura in nove. Una vergogna. I peccati originali del Napoli sono tanti. Bisognerebbe ricordare il mancato mercato estivo e la conseguente uscita dalla Champions. A luglio i tanti nazionali sono arrivati stanchi e senza mordente. Qualcuno ha pensato di voler andare via nell’ultimo giorno utile della campagna acquisti ed, invece, è dovuto rimanere per forza. E poi ci ha messo tempo per ritrovare fiducia in se stesso. Il contratto in scadenza di Benitez non ha dato segnali di sicurezza al team ma questo non può essere un alibi per nessuno. I calciatori devono pensare solo a giocare e a vincere. Ma ci sono riusciti molto poco. Il tecnico qualche colpa ce l’ha se la difesa continua a prendere gol alla prima occasione. Certo, non sono arrivati rinforzi adatti ma a parte Juventus e Roma, le altre concorrenti al terzo posto non hanno Thiago Silva in squadra. Non è concentrato il Napoli, non c’è una unità di intenti. Non si va in campo con il coltello tra i denti e lo spirito spartano visto negli occhi dei calciatori del Genoa contro il Milan. Ognuno pensa di dare il suo contributo senza metterci troppo impegno. Come se la causa comune non interessasse a nessuno. I numeri, purtroppo, sono pessimi. 18 gol subiti in quattordici gare, troppi punti lasciati per strada (contro Chievo, Udinese, Palermo, Cagliari ed Empoli), sette in meno rispetto allo scorso torneo. Risultato? Anche il terzo posto è in bilico. I tifosi sono gli unici a non mollare mai. Domenica hanno sostenuto il Napoli fino alla fine ma non hanno risparmiato i fischi per Hamsik. Il capitano tanto amato ha avuto lo stesso trattamento degli altri per la prima volta. Purtroppo sta vivendo un momento difficile e l’unica cosa da fare e metterlo un po’ da parte. Stessa cosa si dovrebbe fare con il portiere Rafael che non è sicuro e non trasmette tranquillità al reparto. Vale la pena puntare su chi scalpita in panchina per cercare di ritrovare la via del successo. Anche Higuaìn deve svegliarsi. Non può fare il compitino, lui è un campione che ha l’obbligo di trascinare gli altri. Callejon, poi, deve ritornare un po’ più umile e cominciare a segnare di nuovo. Spetta a Benitez ricomporre i cocci del puzzle Napoli e trovare il modo di stabilire un patto per evitare di disputare una stagione anonima. La corsa al terzo posto è ancora aperta ma se non si lavora “spalla a spalla”, come adora dire Rafa, il progetto è già fallito. E non sarebbe giusto nei confronti di Napoli e dei napoletani.

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